Questo blog tratta sopratutto argomenti inerenti al mondo dello sport e in particolare del calcio, italiano e non, avvalendosi dei pezzi da me pubblicati sulle varie testate giornalistiche sportive per le quali collaboro quotidianamente.
martedì 8 aprile 2014
Mourinho parla del Bari 2014 e il video diventa virale
venerdì 4 aprile 2014
Da Tiago a Rafinha: brocchi in A, vincenti in Champions
Non è un momento facile per il calcio italiano. Se la Juventus è l’ultima portacolori italiana rimasta in Europa League, siamo costretti a far solo da spettatori alla fase finale della Champions League che è entrata nel vivo con i pirotecnici quarti di finale. A rendere ulteriormente beffarda la situazione c’è anche il fatto di ammirare in campo calciatori che, da “incompresi” sui campi di calcio italiani, hanno letteralmente spiccato il volo all’estero aumentando i rimpianti di club, presidenti, allenatori e tifosi di casa nostra.
Evra e Rafinha
Il caso più eclatante è sicuramente quello del duttile esterno francese del Manchester United. Il classe ’81 è arrivato in Italia giovanissimo nel lontano 1998-99, quando ha vestito la maglia dei siciliani del Marsala. 24 presenze e 3 reti che gli hanno garantto l’approdo in Serie B al Monza. In Brianza però Evra non ha trovato fortuna disputando solo 3 partite. L’anno successivo la cessione al Nizza e poi l’esplosione al Monaco di Deschamps fino alla consacrazione allo United con i tanti successi che gli hanno spalancato le porte della Nazionale transalpina. Stesso ruolo, stessa miopia italiana per Rafinha. Il terzino brasiliano dopo le tante stagioni allo Schalke è arrivato in Serie A nel 2010, colpo del patron del Genoa Preziosi. Il gol decisivo nel derby e 34 presenze però non gli hanno garantito la permanenza in Liguria e così il Bayern Monaco ha deciso di tesserarlo. Con l’avvento di Pep Guardiola, Rafinha si è confermato uno dei migliori esterni del panorama calcistico europeo aumentando i rimpianti rossoblu.
Da Diego a Tiago fino a Simeone
Da meteore nella Juventus a pedine importanti nell’Atletico Madrid. Hanno molto in comune Diego e Tiago i due calciatori che hanno contribuito alla strepitosa stagione dei Colchoneros. Il trequartista colpo di mercato bianconero nella stagione 2009-2010 nonostante la grande generosità, è rimasto coinvolto nelle stagioni difficili della formazione piemontese. Nessuna riconferma per l’anno successivo e il ritorno prima al Wolfsburg e poi all’Atletico con una serie di prestazioni incoraggianti, culminate nella perla al Barcellona, nonostante le non tantissime presenze da titolare. Percorso simile al collega portoghese Tiago che in bianconero non ha lasciato il segno, non confermando quanto di buono fatto in precedenza a Lione. Tanti infortuni e difficoltà di ambientamento per il lusitano che all’Atletico è diventato addirittura uno degli idoli della curva grazie alle sue geometrie e alla sua intelligenza tattica. Una bella rivincita per un giocatore spesso e volentieri bistrattato dalla critica e rinato grazie a Diego Simeone. E anche l’allenatore argentino rappresenta uno dei massimi rimpianti italiani: dopo le stagioni da centrocampista di Inter e Lazio, nel 2011 il Cholo ha guidato il Catania al 13° posto. Un rendimento che però non gli ha garantito il rinnovo, allontanandolo dall’Italia, verso le sponde spagnole.
I casi più eclatanti: da Henry a Roberto Carlos, passando per Bergkamp e Vieira
Situazioni che aumentano i rimpianti di un calcio italiano spesso poco paziente e dove l’ansia da risultato immediato la fa da padrone. Non mancano ovviamente anche casi ancor più eclatanti sfogliando le pagine degli almanacchi, da Henry esterno anonimo della Juve, consacratosi fenomeno nell’Inter, a Bergkamp che come il francese nell’Inter non lasciò il segno. Da Roberto Carlos che dopo una sola stagione salutò i nerazzurri, per diventare un punto di riferimento del Real Madrid, fino a Vieira che il Milan prelevò in giovanissima età per girarlo poi all’Arsenal.
venerdì 14 febbraio 2014
"Corri! Inizia la salita e c'è Pantani che scatta!"
Son passati 20 anni più o meno. Ultimi giorni di scuola, quelli delle interrogazioni finali,
spesso decisive per ottenere magari un voto alto per quelle piccole grandi
soddisfazioni di un giovane studente. Steso sul divano nella mia stanza, con in
lontananza una televisione accesa in salotto e mio padre a vedere quel “ciclismo”
che ha sempre amato. Per me malato di calcio invece, uno sport normale che rispettavo
per la fatica degli atleti, ma che in fondo non mi aveva mai entusiasmato. In
sottofondo una telecronaca sobria, ma che negli ultimi giorni si era
improvvisamente “accesa”, perché c’era
lui, Il pirata. Come non innamorarsi di un personaggio così. Erano i giorni
delle “montagne” delle scalate e nei giorni precedenti l’Italia, il mondo e
il sottoscritto avevano conosciuto quel mingherlino che improvvisamente si
trasformava. La sua non era una sfida con gli inseguitori, ma con se stesso. Si
alzava sui pedali e sembrava dire: “Ora dimostro chi sono”. Quella grinta nel
volto, quell’espressione che da “tranquilla” diventava l’emblema della “fame” e della voglia di vincere, di combattere, di dimostrare che lui era più forte di
quella salita impressionante. Come non immedesimarsi, come non innamorarsi. E
così quel libro tra le mie mani diventava qualcosa di secondario con quella
domanda che diventava sempre più frequente: “Pà a che punto stanno?? E’ iniziata la salita?”.
In attesa di quei 2 minuti di emozione purissima, capaci di far passare tutto
in secondo piano e che oggi rivivo rivedendo un video su youtube o le immagini
che pullulano sui social e sul web. E poi eccolo: “Scatta!”, e noi che ci
avviciniamo al televisore quasi come se volessimo spingerlo o corrergli dietro
come gli spettatori impazziti di entusiasmo. Gli occhi puntati su quella sua
andatura unica, e le labbra che senza nemmeno accorgersene pronunciano un “E’
forte…” fino al traguardo e a quelle braccia aperte. “Posso tornare a studiare
adesso”.
Marco Beltrami
lunedì 20 gennaio 2014
Guarin-Vucinic, tu chiamali se vuoi "autogol nerazzurri"
Guarin in questa prima parte della stagione ha cantato e portato la croce. Spesso andando per la tangente, ma quasi sempre reggendo il peso del centrocampo da solo, basti pensare al match di Napoli. Un giocatore ideale per Mazzarri che adora la fisicità e ora si ritroverà con la tecnica di Vucinic che in quanto a peso specifico lascia desiderare. Chissà che ne pensa il Walterone della cessione e per giunta alla Juve (sempre ammesso che diventi ufficiale). I bianconeri prendono un calciatore di livello che comunque sotto la guida di un motivatore come Conte potrebbe disciplinarsi e rendere come ai tempi del porto. Attualmente sarebbe una riserva e io una riserva come Guarin me la terrei tutta la vita.
Marco Beltrami
venerdì 10 gennaio 2014
Probabili formazioni 19a giornata Serie A 2013/2014
Fonte: Calcio.fanpage.it
Archiviata la parentesi per gli impegni di Coppa Italia, è tutto pronto per il 19° turno di Serie A. Impegni spalmati su 3 giorni a partire da sabato con i due anticipi tra il Livorno e il Parma e il nuovo Bologna di Ballardini e la Lazio. Ricchissimo il programma domenicale che si aprirà con il lunch match tra Torino e Fiorentina. Nel pomeriggio spettacolo assicurato con le sfide Atalanta-Catania, Cagliari-Juventus, Roma-Genoa e Verona-Napoli, con in serata Sassuolo-Milan. Lunedì a chiudere i posticipi Samp-Udinese e Inter-Chievo.
Le probabili formazioni:
Livorno-Parma sabato 11 gennaio ore 18
Livorno (3-5-2): Bardi; Valentini, Emerson, Ceccherini; Mbaye, Biagianti, Luci, Greco, Duncan; Emeghara, Paulinho.
A disp.: Anania, Aldegani, De Carlo, Piccini, Lambrughi, Gemiti, Mosquera, Benassi, Belingheri, Borja, Siligardi. All.: Nicola
Parma (4-3-3): Mirante; Mendes, Paletta, Lucarelli, Gobbi; Marchionni, Gargano, Parolo, Biabiany; Amauri, N. Sansone.
A disp.: Bajza, Felipe, Mesbah, Kone, Rosi, Munari, Acquah, Obi, Palladino, Okaka, Cassano. All.: Donadoni
Bologna-Lazio ore 20.45
Bologna (4-3-3): Curci; Garics, Natali, Antonsson, Morleo; Koné, Khrin, Perez; Diamanti; Acquafresca, Cristaldo.
A disp.: Stojanovic, Agliardi, Radakovic, Ferrari, Cech, Crespo, Laxalt, Yaisien, Pazienza, Christodoulopoulos, Moscardelli, Bianchi All.: Ballardini
Lazio (4-2-3-1): Berisha; Cavanda, Dias, Biava, Konko; Gonzalez, Ledesma, Candreva, Hernanes, Lulic; Klose
A disp.: Stratoskha, Novaretti, Pereirinha, Ciani, Cana, Onazi, Biglia, Felipe Anderson, Ederson, Keita, Perea, Floccari All.: Reja
Torino-Fiorentina domenica 12 gennaio ore 12.30
Torino (3-5-2): Padelli; Maksimovic, Glik, Moretti; Darmian, Farnerud, Basha, El Kaddouri, Pasquale; Cerci, Immobile.
A disp.: Gomis, Berni, Rodriguez Gu, Masiello, Gazzi, Brighi, Bellomo, Meggiorini, Barreto. All.: Ventura
Fiorentina (3-5-1-1): Neto; Roncaglia, Go. Rodriguez, Savic; Cuadrado, Aquilani, Pizarro, Borja Valero, Vargas; Ilicic, Matos.
A disp.: Munua, Compper, Tomovic, Pasqual, Wolski, Ambrosini, Mati Fernandez, Bakic, Vecino, Joaquin, Yakovenko, Rebic All.: Montella
Atalanta-Catania ore 15
Atalanta (4-4-1-1): Consigli; Benalouane, Stendardo, Yepes, Brivio; Brienza, Cigarini, Migliaccio, Bonaventura; Maxi Moralez; Denis.
A disp.: Polito, Nica, Canini, Del Grosso, Lucchini, Cazzola, Baselli, Kone, Giorgi, De Luca, Marilungo, Livaja All.: Colantuono
Catania (4-3-3): Frison, Peruzzi, Spolli, Rolin, Biraghi; Izco, Lodi, Plasil; Barrientos, Bergessio, Castro.
A Disp.: Andujar, Ficara, Gyomber, Legrottaglie, Capuano, Monzon, Freire, Guarente, Keko, Leto, Boateng, Maxi Lopez All.: De Canio
Cagliari-Juventus ore 15
Cagliari (4-3-1-2): Adan; Pisano, Rossettini, Astori, Murru; Dessena, Conti, Ekdal; Cossu; Pinilla, Sau.
A disp.: Avramov, Del Fabro, Oikonomou, Perico, Avelar, Cabrera, Ibraimi, Ibarbo. All. Lopez
Juventus (3-5-2): Buffon; Caceres, Bonucci, Chiellini; Lichtsteiner, Pogba, Pirlo, Vidal, Asamoah, Tevez, Llorente
A disp.: Storari, Rubinho, Ogbonna, De Ceglie, Peluso, Isla, Padoin, Marchisio, Pepe, Giovinco, Quagliarella, Vucinic. All. Conte
Verona-Napoli ore 15
Verona (4-3-3): Rafael; Cacciatore, Maietta, Moras, Agostini; Romulo, Jorginho, Halfredsson; Iturbe, Toni, Juanito.
A disp.: Mihaylov, Nicolas, Albertazzi, Marques, Gonzalez, Donati, Donadel, Laner, Cirigliano, Martinho, Jankovic, Cacia All.: Mandorlini
Napoli (4-2-3-1): Rafael; Maggio, Albiol, Fernandez, Armero; Dzemaili, Inler; Callejon, Pandev, Mertens; Higuain.
A disp.: Colombo, Uvini, Britos, Reveillere, Radosevic, Bariti, Hamsik, Insigne, Zapata. All.: Benitez
Roma-Genoa ore 15
Roma (4-3-3): De Sanctis; Maicon, Benatia, Burdisso, Dodò; Pjanic, Strootman, Nainggolan; Gervinho, Totti, Destro.
A disp.: Skorupski, Lobont, Jedvaj, Torosidis, Taddei, Ricci, Marquinho, Florenzi, Caprari, Borriello. All.: Garcia
Genoa (3-5-2): Perin; Antonini, Portanova, Manfredini; Vrsaljko, Biondini, Matuzalem, Bertolacci, Antonelli; Konaté, Calaiò.
A disp.: Bizzarri, Donnarumma, De Maio, Marchese, Sampirisi, Cofie, Centurion, Sturaro, Tozser, Storian, Fetfatzidis. All.: Gasperini
Sassuolo-Milan ore 20.45
Sassuolo (3-4-3): Pegolo; Antei, Ariaudo, Marzorati; Gazzola, Magnanelli, Marrone, Longhi; Berardi, Zaza, Floro Flores.
A disp.: Pomini, Rosati, Rossini, Ziegler, Pucino, Chisbah, Valeri, Missiroli, Kurtic, Schelotto, Farias. All.: Di Francesco
Milan (4-3-1-2): Abbiati; De Sciglio, Zapata, Rami, Emanuelson; Nocerino, De Jong, Montolivo; Kakà; Robinho, Balotelli.
A disp.: Gabriel, Amelia, Mexes, Bonera, Silvestre, Zaccardo, Poli, Cristante, Saponara, Honda, Pazzini, Matri. All.: Allegri
Sampdoria-Udinese lunedì 13 gennaio ore 19
Sampdoria (4-2-3-1): Da Costa; De Silvestri, Mustafi, Gastaldello, Regini; Palombo, Renan; Soriano, Krsticic, Gabbiadini; Eder.
A disp.: Fiorillo, Fornasier, Costa, Rodriguez, Poulsen, Maresca, Gentsoglou, Eramo, Bjarnason, Wszolek, G. Sansone, Pozzi. All.: Mihajlovic
Udinese (4-2-3-1): Brkic; Heurtaux, Danilo, Domizzi, Gabriel Silva; Basta, Allan, Lazzari; Pereyra, Nico Lopez; Di Natale.
A disp.: Kelava, Naldo, Bubnjic, Douglas Santos, Widmer, Jadson, Pinzi, Badu, Mlinar, Zielinski, Fernandes, Maicosuel. All.: Guidolin
Inter-Chievo 13 gennaio ore 21
Inter (3-5-1-1): Handanovic; Campagnaro, Rolando, Juan Jesus; Jonathan, Zanetti, Cambiasso, R. Alvarez, Nagatomo; Kovacic; Palacio.
A disp.: Carrizo, Andreolli, Ranocchia, Samuel, Alvaro Pereira, Wallace, Kuzmanovic, Mudingayi, Botta, Belfodil, Milito. All.: Mazzarri
Chievo (5-3-2): Puggioni; Sardo, Cesar, Dainelli, Frey, Dramé; Bentivoglio, Radovanovic, Hetemaj; Pellissier, Thereau.
A disp.: Silvestri, Squizzi, Papp, Bernardini, Pamic, Estigarribia, Improta, Sestu, Lazarevic, Acosty, Paloschi, Ardemagni. All.: Corini
domenica 29 dicembre 2013
Guardiola elogia Conte: "Ha costruito una grande Juve"
Fonte: Calcio.fanpage.it
Non potranno non far piacere ad Antonio Conte i complimenti ricevuti da uno degli allenatori più vincenti degli ultimi anni, ovvero Pep Guardiola. Il tecnico della Juventus e quello del Bayern Monaco si sono ritrovati a Dubai in occasione della consegna dei Globe Soccer Award. Il mister salentino è stato insignito del premio di “Miglior allenatore dell’anno”, mentre quello catalano ha ricevuto un riconoscimento alla carriera. L’ex condottiero del Barcellona dei record ne ha approfittato per elogiare il lavoro svolto dal suo collega che ha riportato i bianconeri sul tetto d’Italia: “Antonio merita un bravo per l’enorme lavoro che ha svolto in due anni e mezzo alla guida della Juventus. Non dimentichiamo che ha preso una squadra che era giunta al settimo posto in campionato e che di conseguenza era addirittura rimasta esclusa dal palcoscenico europeo". Parole di stima dunque da parte di Guardiola che non ha nascosto la sua volontà in futuro di allenare anche in Italia. E a proposito del calcio italiano, l’ex centrocampista ha riservato un pensiero speciale anche al suo ex allenatore ai tempi del Brescia Carletto Mazzone: “Massimo rispetto, per carità. Un solo appunto perché non c’è il mio grande mentore Carlo Mazzone. I migliori tecnici spagnoli? No, per carità, lasciamo perdere: troppa rivalità tra castigliani e catalani".
sabato 28 dicembre 2013
Antonio Conte allenatore dell'anno: battuti Benitez e Klopp
Fonte: Calcio.fanpage.it
Chiusura di 2013 da incorniciare per Antonio Conte. Il tecnico della Juventus capolista con 5 punti di vantaggio sulla Roma, prossima avversaria nel primo big match del 2014, e 10 sul Napoli, riceverà il premio di miglior allenatore dell’anno. Il mister salentino, che ha già smaltito la delusione per la rocambolesca eliminazione in Champions League, riceverà domenica sera a Dubai il Globe Soccer Awards. La vittoria del secondo scudetto consecutivo e della Supercoppa e i record infranti come quello legato al 64.1% di vittorie sotto la sua gestione, hanno convinto i 15 esperti della giuria, composta anche da Galliani, Capello e Figo, a premiare Conte. Quest’ultimo ha preceduto Rafa Benitez, e Jurgen Klopp diventando così il successore di Josè Mourinho. In occasione della cerimonia, secondo le indiscrezioni pubblicate da Tuttosport, verrà premiato anche il Bayern Monaco eletto praticamente all’unanimità il miglior club del 2013.
Il tecnico direttamente da Dubai ha fatto un mini-bilancio sul 2013, tracciando anche i prossimi obiettivi suoi e della Juve: “Resta l'amarezza per essere uscito dalla Champions per una gara che non è stata giocata. Ma dopo due anni in cui la Juve è cresciuta tantissimo, adesso deve avere l'obiettivo di vincere anche a livello internazionale. Ora abbiamo tre traguardi: lo scudetto, la coppa Italia e l'Europa League. Dobbiamo provare a vincerli tutti e tre. E io non scelgo. Futuro tra un anno? Non importa nulla, in questo momento ho solo la Juve in testa".
L’allenatore campione d’Italia ha svelato anche i segreti del suo successo, nati dalla sua esperienza da calciatore agli ordini di grandissimi mister: “Ho sempre parlato molto con i miei allenatori per capire bene quello che mi chiedevano e quello che volevo provare a fare. Intorno ai 30 anni, ho iniziato a dare suggerimenti ai compagni già in campo. Poi, da giocatore, ho avuto fortuna di avere tutti i più vincenti tranne Capello. Quando vinci sei bravo e questo mi ha agevolato perché mi sono confrontato con loro. Non essendo dotato, ho basato la mia carriera su corsa e sacrificio. Non sapevo a chi dare la palla a volte. Così, ora da allenatore ho cercato soluzioni per aiutare i meno dotati tecnicamente. Chiedo ai miei calciatori di chiedermi perché facciamo certi schemi, la loro utilità. Quando capiscono lo fanno più volentieri".
I meriti vanno sicuramente divisi con la società con Conte che ha sottolineato l’importanza di avere gli stessi obiettivi, prendendo spunto dal Barcellona di Guardiola: “L'importante è avere società e giocatori di qualità e poi la credibilità che riusciamo ad ottenere presso i calciatori nel portare la nostra idea di calcio. Guardiola è stato un esempio importante per l'idea di calcio col Barcellona e abbiamo studiato quello che ha fatto lui”.
In conclusione una battuta sulle innovazioni che vorrebbe vedere nel calcio, a partire dai time-out: “A me piacerebbe fare più cambi e avere più giocatori in panchina per avere possibilità in più e gestire meglio la stagione. Con le rose ampie sarebbe meglio. Un time out per tempo per permettere ai giocatori di comunicare con la panchina. Il calcio è in evoluzione a me piace studiare".
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