Questo blog tratta sopratutto argomenti inerenti al mondo dello sport e in particolare del calcio, italiano e non, avvalendosi dei pezzi da me pubblicati sulle varie testate giornalistiche sportive per le quali collaboro quotidianamente.
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sabato 12 maggio 2012
Luis Enrique saluta la Roma in conferenza stampa: "Vado via perchè sono stanco"
Fonte: Calcio.fanpage.it
Ultima gara stagionale per la Roma in quel di Cesena e ultima gara da allenatore per Luis Enrique che lascerà la squadra giallorossa. Il tecnico spagnolo alla vigilia della partita che farà definitivamente scorrere i titoli i coda alla sua esperienza in terra capitolina è intervenuto in conferenza stampa per chiarire i motivi dell’addio. L’ex blaugrana ancora una volta dunque ha voluto metterci la faccia sciogliendo ogni dubbio sul suo addio.
Luis Enrique come Guardiola – L’allenatore iberico come il suo illustre collega protagonista dell’addio al Barcellona, ha dichiarato di essere molto stanco: "Essere l'allenatore di questa squadra è stato un privilegio - riporta Eurosport - , mai me ne sono pentito anche quando ci sono stati brutti giorni. Sono sempre stato rispettato dai tifosi che mi incontravano per la strada. Me ne vado perché non penso di poter recuperare le forze in un'estate. Il prossimo anno non allenerò di sicuro, devo pensare a recuperare questa forza perché sono una persona molto passionale e questa è stata un'avventura. Anche se voi l'avete chiamato progetto. Ho speso tutta la mia energia cercando di arrivare al massimo. Il mio lavoro si deve giudicare dai risultati, come è normale che sia. Ma è un'avventura, l'inizio di un'avventura, e sino a poco fa eravamo in lotta per il terzo posto. Non ce l'abbiamo fatta, ma non penso che sia una stagione molto brutta".
L’attacco alla stampa – Luis Enrique ha voluto togliersi qualche sassolino nei confronti della stampa, a proposito del discorso di addio fatto alla Roma nei giorni scorsi. Una goccia che ha fatto traboccare il vaso per Luis: "Inizio con una piccola critica, perché oggi è il mio ultimo giorno e non voglio arrabbiarmi. Due giorni fa ho fatto una riunione con i miei ragazzi, la mia squadra e il mio staff per dire cosa pensavo e cosa sentivo. È stata una cosa bellissima, questo saluto ai giocatori in spagnolo per parlare con il cuore. Il mio amico Claudio ha fatto una bella traduzione come al solito. È stato un gesto che rimane lì. La mia critica è per tutto quello che poi è uscito sulla stampa, tutto quello che si è detto è una bugia. Quello che si è detto che io avevo detto ai giocatori è una bugia. E dopo due giorni si parla ancora di quelle bugie. Io qui ho su un foglio quello che ho detto hai giocatori ed è anche stato registrato. Io non lo mostro mai quello che dico nello spogliatoio, ma ora è tutto qui. Non è la prima volta che la stampa scrive altre cose. Questo è un bel posto, ma qui bisogna che l'allenatore sia aiutato. Spero che il mio successore sia aiutato un po' di più".
Luis Enrique “innamorato” Totti – In conclusione anche una battuta simpatica sul suo rapporto con l’inossidabile numero dieci della Roma: "Ho parlato tante volte di Francesco che quasi me ne sono innamorato, mia moglie è gelosa... E' stato un rapporto molto speciale, sin dall'inizio con lui ho avuto bellissime sensazioni e quando per la stampa tra noi c'era un litigio, gli dissi che non ce l'avevo con lui. Lo stimo come calciatore e persona, è stato un vero piacere con Francesco, che è un vero campione, come per tutti".
Marco Beltrami
domenica 26 febbraio 2012
Atalanta-Roma 4-1, una tripletta di Denis e Marilungo affondano i giallorossi

Fonte: Calcio.fanpage.it
Un flop pesantissimo per la Roma che per l’ennesima volta in questa stagione non riesce a dare continuità ai propri risultati. L’Atalanta davanti ai propri tifosi ha calato il poker, imponendosi grazie alla tripletta di Denis e al gol di Marilungo (inutile il gol del 2-1 di Borini). Giallorossi disastrosi difensivamente e capaci di chiudere la gara in nove per le espulsioni di Osvaldo e Cassetti.
Inizio disastroso della Roma – La partita per gli ospiti si è rivelata subito in salita anche in seguito all’assenza per scelta tecnica di De Rossi: la difesa della Roma è apparsa abbandonata a se stessa senza Capitan futuro a far da schermo. Dopo venti minuti l’Atalanta si è ritrovata sul doppio vantaggio grazie a Marilungo e Denis, capaci di incunearsi senza troppa difficoltà nel reparto difensivo romanista. Al 36°, complice anche una papera di Consigli, Borini è riuscito a riaprire la gara alimentando le speranze dei tifosi capitolini.
Roma allo sbando nella ripresa - Nel secondo tempo i padroni di casa hanno allungato, trascinati ancora dal loro bomber argentino Denis. E’ proprio lui infatti a siglare il 3 a 1 al 47°: un gol che ha chiuso quasi definitivamente i giochi. A complicare ulteriormente le cose è arrivata poi l’espulsione diretta di Osvaldo che ha colpito a palla lontana Cigarini (la sua reazione punita solo con il giallo), guadagnando gli spogliatoi. L’attaccante della Nazionale di Prandelli salterà il derby per squalifica. Strada spianata per i padroni di casa che hanno ipotecato il match ancora con Denis al 66°, prima dell’espulsione nel finale di Cassetti, reo di aver protestato troppo vivacemente con il guardalinee.
Il tabellino di Atalanta-Roma:
ATALANTA (4-4-2): Consigli; Lucchini (8' pt Bellini), Stendardo, Manfredini, Peluso; Carrozza (7' st Schelotto), Cigarini, Brighi, Moralez; Marilungo (31' st Gabbiadini), Denis. In panchina: Frezzolini, Cazzola, Bonaventura, Tiribocchi. All. Colantuono.
ROMA (4-3-1-2): Stekelenburg; Rosi (1' st Josè Angel), Juan (12' st Cassetti), Heinze, Taddei; Gago (23' st Greco), Marquinho, Pjanic; Lamela; Borini, Osvaldo. In panchina: Lobont, Perrotta, Piscitella, Bojan. All. L. Enrique.
Arbitro: Damato di Barletta (Marzaloni-Grilli/Celi).
Marco Beltrami
lunedì 5 dicembre 2011
Luis Enrique in bilico, dopo il flop con la Fiorentina si gioca tutto con la Juventus

Fonte: Calcio.fanpage.it
Un vero e proprio tracollo che rischia di compromettere definitivamente il “progetto” di Luis Enrique sulla sponda giallorossa del Tevere. Fiorentina-Roma 3 a 0, e tecnico spagnolo condannato a vincere contro la capolista Juventus nel prossimo turno di campionato.
La situazione in casa Roma si è andata sempre più deteriorando dopo una settimana travagliata: la sconfitta di Udine, l’episodio legato al pugno di Osvaldo a Lamela fino alla disastrosa performance di Firenze. La formazione capitolina ha terminato l’incontro addirittura in 8: prima l’espulsione di Juan per fallo da ultimo uomo su Jovetic (costato il gol dello svantaggio ai giallorossi) , poi quella di Gago per doppia ammonizione, e poi quella di Krkic per un’assurda parata sulla linea di porta. Tutti segnali di uno spogliatoio non proprio serenissimo e reso ancor più caldo dall’esclusione di Totti nella gara contro i viola. Dal canto suo Luis Enrique si è assunto tutte le responsabilità dichiarando: "Sto male. Il rigore segnato da Jovetic – come riportato da Eurosport - ha condizionato tutta la nostra partita. Poi sotto di 2-0 era impossibile inventarsi qualcosa per recuperare lo svantaggio. E' un momento difficile, ma fa parte del nostro lavoro affrontare queste situazioni. L'allenatore deve essere sempre pronto, ma è ovvio che non sia facile. Non voglio parlare male dei miei giocatori, non ho nulla da rimproverare ai miei ragazzi. In questo momento mi devo prendere le mie colpe".
Nell'ambiente giallorosso dunque l’aria è irrespirabile e quasi certamente il destino di Luis Enrique sarà deciso dal prossimo match di Serie A, ovvero la sfida contro la Juventus di Antonio Conte. I giallorossi saranno costretti a vincere, e dovranno farlo con una formazione priva degli squalificati: insomma ultima chanche per il progetto del tecnico spagnolo è già tempo di ultima spiaggia, mentre a Roma continua ad aleggiare il nome di Ancelotti come suo probabile sostituto.
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