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lunedì 7 gennaio 2013

Un assessore leghista tra i denunciati per i cori razzisti a Boateng



Fonte: Calcio.fanpage.it

Tra i sei indagati per i cori razzisti nei confronti di Kevin Prince Boateng in Pro Patria-Milan, c’è anche Riccardo Grittini, l’assessore allo Sport e alle politiche giovanili del Comune di Corbetta. Il 21enne leghista, nominato assessore nello scorso autunno,è stato identificato dalla Digos e dalla Questura di Varese. A difendere Grittini ci ha pensato il sindaco di Corbetta Antonio Balzarotti che secondo quanto riportato da “Corriere,it” ha dichiarato:

“E' un bravo ragazzo, una persona perbene. L'ho sentito domenica mattina per capire che cosa fosse successo. Era affranto, distrutto. Mi ha chiesto di risentirci dopo, per avere tempo per riflettere. Mi ha parlato di una goliardata, di un episodio simile a quelli che accadono tutte le domeniche negli stadi. Probabilmente il fatto che una squadra prestigiosa come il Milan si sia ritirata dal campo ha esacerbato gli animi”.

Il primo cittadino di Corbetta ha spiegato che l’atteggiamento del suo assessore è figlio della sua passione smisurata per il calcio e lo sport che lo hanno portato ad esagerare. Tra l'altro Grittini, è il portiere della squadra di calcio locale oltre ad essere anche studente di Scienze Motorie alla Cattolica. Balzarotti però ha anche precisato in conclusione che:

“Certo, se si rivelasse non una ragazzata ma un episodio di razzismo vero e proprio non potrei fare altro che dissociarmi totalmente

sabato 5 gennaio 2013

I tifosi della Pro Patria a Savona col volto dipinto di nero per dire no al razzismo



Fonte: Calcio.fanpage.it

Non sarà una partita come tutte le altre la sfida di Lega Pro tra il Savona e la Pro Patria. Attenzione massima allo stadio Valerio Bacigalupo della città ligure, dopo le polemiche legate ai cori razzisti dell’amichevole tra Pro Patria e Milan. Le forze dell’ordine sono in preallarme e hanno predisposto per domani un servizio di vigilanza del tipo di quelli previsti in occasione delle partite più a rischio. I tifosi della squadra ospite nel frattempo hanno deciso di esprimere la loro voglia di combattere il razzismo. I supporters della formazione lombarda, secondo quanto riportato dal Corriere dello Sport, seguiranno la propria squadra con il volto dipinto di nero. Un modo di dimostrare la voglia di isolare i tifosi resisi protagonisti dei cori contro i giocatori di colore del Milan. Nel frattempo, i cinque giovani che avrebbero partecipato ai cori razzisti durante l'amichevole Pro Patria-Milan, sono stati sentiti stamani in Questura, a Varese, e probabilmente verranno denunciati per violazione della legge Mancino contro l'istigazione all'odio razziale. Sono giovani tifosi della Pro Patria, coetanei del ventenne già denunciato. Alcuni di loro hanno ammesso di aver partecipato ai cori. Sono stati identificati grazie ai filmati e all'attività investigativa condotta dalla polizia, che è al lavoro per risalire agli altri autori dei cori.

giovedì 3 gennaio 2013

Il sindaco di Busto Arsizio su Pro Patria-Milan: "Impropria la reazione di Boateng"



Fonte: Calcio.fanpage.it

Il caso dei cori razzisti rivolti ad alcuni giocatori del Milan durante l’amichevole con la Pro Patria ha scatenato le reazioni indignate di numerosi addetti ai lavori. L’episodio che ha costretto Boateng e compagni a far sospendere il match, è stato oggetto anche delle dichiarazioni del primo cittadino di Busto Arsizio. Gigi Farioli ha commentato quanto accaduto con parole destinate a far discutere. Ecco le sue affermazioni all’Ansa:

"È colpa soprattutto di quattro deficienti, magari anche di quattro professionisti che non hanno saputo fare il loro lavoro,intendo arbitro e alcuni giocatori. dalla tribuna non ho sentito nulla. Mi hanno detto che ci sono stati tre-quattro pirla che forse non sono neanche di Busto che hanno gridato qualche buu ai giocatori. L'arbitro ai primi segnali doveva fermare il gioco, chiamare i capitani e avvisare tramite lo speaker che al buu successivo la partita sarebbe stata sospesa definitivamente, cosa che è stata fatta autonomamente dalla società. Se questi professionisti avessero svolto il loro ruolo non sarebbe stata rovinata una festa che a quel punto non poteva più continuare”.

Il sindaco di Busto Arsizio ha criticato anche la reazione di Boateng che ha calciato il pallone contro i tifosi protagonisti dei cori razzisti:

“Boateng ha tirato il pallone a 200 all'ora sui tifosi, e sappiamo tutti che un fallo di reazione di un professionista è sanzionato molto peggio rispetto a un fallo di gioco e che in qualunque altro stadio d'Italia sarebbe stato espulso. Ma se fosse stato al Bernabeu o a San Siro non avrebbe avuto questa reazione impropria".

Farioli in conclusione ha voluto sottolineare l’ottimo comportamento del Milan, della maggior parte dei tifosi della Pro Patria, dimostrandosi pronto a prendere provvedimenti nei confronti di chi si è reso protagonista dei cori razzisti:

“La società rossonera si è comportata benissimo così come il 99% dei tifosi di Busto che hanno dato un esempio di alta moralità e di etica, applaudendo i giocatori mentre uscivano dal campo. È giusto che sia stato dato un segnale ma mi auguro che accada lo stesso a San Siro, a Torino e in qualsiasi altro stadio d'Italia. Busto Arsizio è un tempio dello sport per le famiglie, come ha sempre dimostrato soprattutto nella pallavolo e non può essere accumunata a quattro deficienti. Domani convocherò una riunione con la società e con i gruppi organizzati di tifosi per capire chi sono i responsabili di quanto accaduto e per ridare dignità e forza alla nostra città che non ha avuto la festa di sport che doveva avere".

Allegri sui cori razzisti in Pro Patria-Milan: "Gesto incivile, dato un segnale"



Fonte: Calcio.fanpage.it

Doveva essere una festa sportiva e invece l’amichevole tra Pro Patria e Milan si è rivelata una pagina nera del calcio italiano. I giocatori della squadra rossonera hanno lasciato il campo di gioco al 26°del primo tempo, dopo gli insulti razzisti rivolti da una minoranza dei tifosi all’indirizzo dei giocatori di colore Boateng, Niang e Muntari. Il tecnico della formazione vice campione d’Italia è apparso molto amareggiato in conferenza stampa dopo la sospensione del match. Ecco le sue parole riportate dal Corriere dello Sport:

Siamo dispiaciuti e amareggiati per quello che è successo, il Milan ha fatto la scelta giusta di non rientrare in campo per rispetto verso i propri giocatori e per rispetto di tutti i giocatori di colore. E' un gesto incivile, l'Italia deve migliorare molto sotto questo punto di vista. Con la società abbiamo promesso di tornare a giocare qui quando tutto sarà passato, ci dispiace per i tifosi e per la società Pro Patria. Abbiamo dato un segnale e speriamo che abbia un seguito in tutti i campionati.

Sulla stessa lunghezza d’onda anche il capitano del Milan Ambrosini, orgoglioso del segnale dato dalla formazione rossonera abbandonando il campo:

Non si può tollerare un situazione del genere, era solo una partita amichevole. Continuare con un clima del genere era impossibile, serviva un segnale. Forse la gara andava gestita in maniera diversa. Dispiace molto per tutte le persone che erano allo stadio ma andava dato un segnale forte. Il Milan si impegnerà a tornare a Busto Arsizio soprattutto per bambini e persone che non hanno nulla a che fare con il razzismo ma un segnale andava dato contro questi incivili.

Marco Beltrami