Questo blog tratta sopratutto argomenti inerenti al mondo dello sport e in particolare del calcio, italiano e non, avvalendosi dei pezzi da me pubblicati sulle varie testate giornalistiche sportive per le quali collaboro quotidianamente.
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sabato 3 settembre 2011
Juventus, Gaetano Scirea: 22 anni fa l'uomo e il calciatore sono diventati leggenda
Fonte: Calcio.fanpage.it
Son passati 22 anni da quel 3 Settembre 1989, quando in una piovosa serata polacca , un incidente d'auto ci portava via Gaetano Scirea, trasformando l'uomo in leggenda, il campione sportivo in mito. Da quel momento in poi fino ad oggi il suo ricordo continua a vivere forte e indissolubile, simbolo di un uomo che ha vinto tanto dentro e sopratutto fuori dal campo, e che a distanza di anni continua a contraddistinguersi per il suo stile, per il suo carattere e per la sua tempra.
Scorrendo il suo prestigioso palmares ( Sette scudetti, due Coppe Italia, una Coppa dei Campioni, una Coppa Intercontinentale, una Coppa delle Coppe, una Supercoppa Europea, una Coppa Uefa, e un Campionato del Mondo ) un dato sconvolge più dei successi ottenuti: 552 partite con la maglia della Juventus, senza mai subire un'espulsione, una statistica pazzesca se si considera il suo ruolo in campo di ultimo baluardo davanti al portiere. L'ennesima dimostrazione di una correttezza, di un rispetto nei confronti dell'avversario e di uno stile, che lasciano sbalorditi per quanto sembrano del tutto anacronistici al giorno d'oggi. Un esempio, un uomo che faceva della riservatezza e dell'educazione uno stile di vita e che veniva rispettato dai tifosi e dai giocatori avversari, quante volte i compagni di squadra lo "schernivano" simpaticamente dichiarando: "ma perchè i tifosi degli altri non t'insultano mai?".
Quando Sandro Ciotti in quell'edizione della "Domenica Sportiva", comunicò in diretta la notizia della sua scomparsa, tutto passò in secondo piano, tutti pensarono a Gaetano Scirea, al fatto che magari anche in quel momento tutte quelle attenzioni l'avrebbero quasi messo a disagio vista la sua proverbiale e carismatica timidezza. Proprio in quel momento invece l'uomo Scirea è diventato leggenda, e si sa le leggende non muoiono mai.
Marco Beltrami
mercoledì 1 dicembre 2010
Europa League, Lech Poznan - Juventus, Delneri: bisogna vincere in onore di Scirea

Fonte: Calcio.fanpage.it
Non sarà una partita come tutte le altre quella di stasera di Europa League tra Lech Poznan e Juventus: oltre ai meno 15 gradi che i bianconeri troveranno in terra polacca, bisognerà anche vincere per un motivo in più.
Bisognerà onorare al meglio la memoria di Gaetano Scirea, l'uomo e il calciatore diventati leggenda, deceduto proprio in terra polacca nel Settembre del 1989, ben 21 anni fa. Proprio l'attuale allenatore bianconero ha voluto a tal proposito ricordare il grande difensore, spiegando i motivi per cui stasera bisognerà necessariamente sfoderare un'ottima prestazione: "La Juventus in questo paese per la prima volta dopo quel terribile incidente e cercheremo in tutti i modi di onorare Gaetano, un grande campione e un grande uomo che ha dato molto al calcio". Speriamo che il pensiero di dover onorare la memoria dell'indimenticato Gaetano, aiuti a riscaldare i giocatori bianconeri.
Nel frattempo cresce anche il timore per eventuali infortuni legate alle proibitive temperature, che i bianconeri troveranno in terra polacca
Marco Beltrami
venerdì 3 settembre 2010
Juventus, Gaetano Scirea: 21 anni fa l’uomo e il calciatore sono diventati leggenda

Fonte: Calcio.fanpage.it
Son passati 21 anni da quel 3 Settembre 1989, quando in una piovosa serata polacca , un incidente d’auto ci portava via Gaetano Scirea, trasformando l’uomo in leggenda, il campione sportivo in mito. Da quel momento in poi fino ad oggi il suo ricordo continua a vivere forte e indissolubile, simbolo di un uomo che ha vinto tanto dentro e sopratutto fuori dal campo, e che a distanza di anni continua a contraddistinguersi per il suo stile, per il suo carattere e per la sua tempra.
Scorrendo il suo prestigioso palmares ( Sette scudetti, due Coppe Italia, una Coppa dei Campioni, una Coppa Intercontinentale, una Coppa delle Coppe, una Supercoppa Europea, una Coppa Uefa, e un Campionato del Mondo ) un dato sconvolge più dei successi ottenuti: 552 partite con la maglia della Juventus, senza mai subire un’espulsione, una statistica pazzesca se si considera il suo ruolo in campo di ultimo baluardo davanti al portiere. L’ennesima dimostrazione di una correttezza, di un rispetto nei confronti dell’avversario e di uno stile, che lasciano sbalorditi per quanto sembrano del tutto anacronistici al giorno d’oggi. Un esempio, un uomo che faceva della riservatezza e dell’educazione uno stile di vita e che veniva rispettato dai tifosi e dai giocatori avversari, quante volte i compagni di squadra lo “schernivano” simpaticamente dichiarando: “ma perchè i tifosi degli altri non t’insultano mai?”.
Quando Sandro Ciotti in quell’edizione della “Domenica Sportiva“, comunicò in diretta la notizia della sua scomparsa, tutto passò in secondo piano, tutti pensarono a Gaetano Scirea, al fatto che magari anche in quel momento tutte quelle attenzioni l’avrebbero quasi messo a disagio vista la sua proverbiale e carismatica timidezza. Proprio in quel momento invece l’uomo Scirea è diventato leggenda, e si sa le leggende non muoiono mai.
Marco Beltrami
martedì 3 agosto 2010
Amburgo e Juventus chi l'avrebbe mai detto: feeling e buoni auspici

Fonte: Tuttojuve.com
Il calcio è uno sport davvero imprevedibile e offre sempre spunti interessanti e suggestivi con corsi e ricorsi che inevitabilmente si rincorrono in maniera assolutamente speciale.
La storia di Juventus e Amburgo, inizia lontano, in quel 1983 successivo al trionfo mondiale della nostra Italia, con la Coppa dei Campioni, che dopo anni di predominio inglese, presenta una finale del tutto inedita ma destinata a diventare una delle partite più significative della storia del calcio. Davide contro Golia, la sorpresa Amburgo (11 giocatori semisconosciuti) contro la Juventus forse più forte di tutti i tempi: ben 6 campioni del mondo Zoff, Gentile, Cabrini, Scirea, Tardelli e Rossi e come se non bastasse Platini e Boniek, per una compagine schiacciasassi che viveva quella finale di Atene come una formalità. E invece in quella insolita rivincita tra Italia e Germania, bastò ai tedeschi un gol di Magath (ora tecnico dello Schalke 04) per gettare nello sconforto un incredulo popolo bianconero. Negli occhi di tutti oggi, anche dei più giovani, quando si legge il nome Amburgo, è inevitabile ritornare a quel match, esempio vivente di come la grinta, la determinazione e la voglia di vincere possano sovvertire anche i pronostici più scontati. Bene, l'attuale Juventus oggi per uno scherzo del destino appare sempre più vicinissima a tre gioielli della squadra tedesca: Aogo, Jansen ed Elia. I primi due (ma sopratutto il primo che appare vicinissimo alla società di corso Galileo Ferraris, dopo gli incontri tra i suoi procuratori e Beppe Marotta), per ricoprire il ruolo di terzino sinistro, il terzo, giocatore della nazionale olandese, pronto a rivitalizzare la fascia sinistra come cursore offensivo.
Vogliamo immaginare l'acquisto di uno di questi giocatori (la prospettiva di vederli tutti in maglia bianconera sembra remota), come di ottimo auspicio per il campionato italiano: magari anche nella prossima serie A, la grinta e la determinazione della nuova Davide-Juventus, potrebbe avere la meglio sull'Inter-Golia.
Marco Beltrami
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