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lunedì 27 settembre 2010

Domenech, Francia: l'ex C. T. chiede il sussidio di disoccupazione


Fonte: Calcio.fanpage.it

Dopo il tracollo e l'immenso e interminabile polverone di polemiche e di provvedimenti disciplinari, scatenatisi a fine mondiale l'ex C. T. della Francia Raymond Domenech continua, suo malgrado, a far parlare di se.

Messo ufficialmente alla porta dalla federcalcio transalpina, l'allenatore è rimasto praticamente a spasso, motivo per cui ha deciso di iniziare a farsi trattare per davvero come un disoccupato qualunque: secondo la stampa francese, il "povero" Domenech si sarebbe recato all'ufficio del lavoro del suo paese per sapere quanto gli spetta come sussidio di disoccupazione.

Una scelta tutt'altro che sconveniente per l'uomo capace con le sue scelte, di sconvolgere il panorama calcistico francese visto che l'ex C. T., scrive le 'Parisien', ha diritto al sussidio di disoccupazione poichè ha 57 anni e potrebbe ricevere 36 mensilità, da 5600 euro l'una, di indennità.

Marco Beltrami

sabato 31 luglio 2010

Argentina, Maradona: Bilardo minaccia di prenderlo a calci, mentre volano parole grosse


Fonte: Calcio.fanpage.it


Una spirale di polemiche e di dichiarazioni al veleno: ecco la situazione attuale dell'Albiceleste calcistica, dopo l'addio di Maradona che non è più il Commissario Tecnico dell'Argentina.

Dopo la porta in faccia sbattuta da parte della Federcalcio del Paese sudamericano, al Pibe de Oro (non gradite le sue dichiarazioni a proposito dello staff della squadra da non modificare per nulla, compresa la presenza di Oscar Ruggeri, inviso alla Federazione) sembra essere scoppiato un incendio di botta e risposta verbali pesantissimi che non troverà pace molto presto. Il primo obiettivo dell'ormai ex C. T. , tacciato di essere un traditore (essendo tra i principali collaboratori dello stesso Maradona) è stato niente meno che Carlos Bilardo ( noto soprattutto per essere stato il commissario tecnico della nazionale argentina campione del mondo nel 1986 e vice-campione del mondo nel 1990). Il guru del calcio argentino però non ci sta e risponde all'indimenticato numero 10 partenopeo con parole infuocate: "Forse molti pensano che sia un deficiente perché me ne sono stato zitto fino ad oggi - esordisce - ingoiando tutto. Ma a questo punto anche io voglio dire come stanno le cose, e ce ne sono di cose di cui parlare. Se le cose stanno così, io non mi tiro indietro. Se Diego ha deciso di prendermi a calci nel sedere, farò altrettanto con lui - minaccia - Io sono campione e vicecampione del mondo, e non sono io che ho avuto bisogno di Maradona, ma lui di me, che se lo ricordi bene. Si lamenta perché avrebbero voluto sostituirgli alcuni assistenti, ma nessuno ha detto nulla quando hanno fatto fuori gli unici miei due uomini di fiducia. L'Afa è un posto serio, e non può pretendere di portarsi sempre dietro i suoi amici e farli lavorare con lui. Sono stato io il primo a dire a Grondona che Diego doveva restare altri 4 anni. Vorrei proprio capire dove sta il tradimento. Ma so che lui non ha colpe, il problema è che si lascia influenzare da quei vermi che lo circondano". Alla fine, come se non bastasse arriva anche l'ultima e pesantissima stoccata: "Io non ho mai ceduto alle pressioni dei procuratori convocando determinati giocatori in cambio di soldi”.

Insomma una cosa è certa, sicuramente le parole di Bilardo non cadranno inascoltate, anzi provocheranno la risposta di Maradona, che sicuramente ci andrà giù ancor più pesantemente, nell'attesa comunque che l'Argentina calcistica trovi pace.

Marco Beltrami

giovedì 29 luglio 2010

L'Editoriale: Maradona, un "nome" capace di illudere un'intera Nazione


Proviamo per un attimo a pensare se al posto di Diego Armando Maradona, ci fosse stato un qualsiasi altro C.t a guidare l'Argentina nell'ormai archiviato Mondiale sudafricano.


Proviamo a pensare a cosa sarebbe successo a quest'allenatore, se non avesse convocato Cambiasso e Zanetti, due giocatori fondamentali per dare equilibrio e copertura a qualsiasi squadra, figuriamoci a quella sudamericana; proviamo a pensare a cosa sarebbe accaduto sempre a questo "manager" se avesse scelto di rinunciare ad un giocatore come Milito, già fenomeno di suo e come se non bastasse reduce da un'annata da trionfatore. Per non parlare poi delle reazioni che avrebbe suscitato la terribile sconfitta con la Germania, senza possibilità di appello e pesantissima. Insomma senza girarci tanto intorno, qualsiasi C.t al posto di Maradona sarebbe stato mandato a casa e in malo modo, basti pensare alle reazioni di casa nostra nei confronti di quel Lippi capace di portarci sul tetto del mondo 4 anni or sono. Anche perchè, diciamoci la verità, ad inizio mondiale l'albiceleste era una, se non l'unica, candidata regina alla vittoria finale, vista la rosa impreziosita tra l'altro da quel Messi, che resta comunque il miglior calciatore al Mondo.E invece sorprendentemente non è successo nulla di tutto ciò: accoglienza da trionfatori, preghiere affinchè Maradona restasse sulla panchina, e Paese nello sconforto al seguito della decisione presa dalla Federazione Argentina di mandarlo a casa. Personalmente tutto questo mi pare davvero eccessivo; la cosa che reputo più assurda è il non riuscire a separare il Maradona calciatore, nonchè simbolo di un Paese, dal Maradona allenatore, oggettivamente modesto e senza grande espeienza.


Non dimentichiamoci però che stiamo parlando dell'Argentina, una nazione pittoresca, colorita, da sempre incarnata in personaggi "messianici" come Maradona, capaci con la sua verve e il suo carisma d'incarnare lo spirito di una Nazione, anche a costo alle volte di esagerare e di perdersi allontanandosi dalla realtà.

Marco Beltrami