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mercoledì 4 aprile 2012

Confermata la radiazione post calciopoli per Moggi, Giraudo e Mazzini


Fonte: Calcio.fanpage.it


Brutte notizie per Luciano Moggi, Antonio Giraudo e Innocenzo Mazzini: per i 3 tre protagonisti principali dello scandalo Calciopoli, è arrivata la conferma della radiazione. La decisione porta il sigillo dell’Alta Corte di Giustizia del Coni che ha respinto il ricorso dei tre presentato contro le sentenze dei primi due organi della giustizia sportiva.

Ultimo grado in ambito sportivo – Proprio lo scorso 27 marzo l’ex Direttore Generale della Juventus Moggi, l’ex Amministratore Delegato della stessa società Giraudo e il vicepresidente federale Mazzini si erano presentati davanti alla Corte di Giustizia Federale. La decisione presa da questo organo, ovvero la preclusione della permanenza dei tre in qualsiasi rango o categoria della Figc, è stata ribadita dunque anche dall’Alta Corte di Giustizia, ultimo grado giudicante in ambito sportivo. Una decisione pesantissima per i tre protagonisti che ora dovranno decidere cosa fare in futuro, ovvero se fermarsi o procedere ancora.

Moggi, Giraudo e Mazzini potrebbero non arrendersi - La decisione dell’Alta Corte potrebbe non spegnere ancora le seppur minime speranze dei tre ex dirigenti. Secondo quanto riportato da Goal.Com infatti i “radiati” potrebbero portare il loro caso di fronte alla Corte di Giustizia di Strasburgo. Un estremo e davvero ultimo tentativo di provare a sovvertire le sentenze emesse finora: un’impresa a dir poco difficile anche se Moggi, Giraudo e Mazzini potrebbero davvero giocare l’ultima carta a propria disposizione.

Marco Beltrami

venerdì 15 luglio 2011

Scudetto 2006, i tifosi juventini preparano la pernacchia in caso di assegnazione all'Inter


Fonte: Calcio.fanpage.it

I tifosi della Juventus si preparano all'attacco, in caso di mancata revoca del famigerato scudetto 2006 alla squadra nerazzurra. Un'iniziativa non violenta, ma goliardica promossa dal quotidiano Tuttosport, per concentrare l'attenzione di tutti, dagli addetti ai lavori ai tifosi, sui presunti aspetti oscuri del pianeta calcio.

Se a proposito dell'assegnazione dello Scudetto 2006 all'Inter si dovesse decidere di mantenere le cose come stanno (come tutto sembra presagire), nell'assenza formale di un atto amministrativo per la Figc, partirà la protesta bianconera. Attraverso le pagine del quotidiano torinese il Direttore De Paola, ha proposto a tutti i tifosi bianconeri e a coloro i quali reputano ingiusto il provvedimento, di rispondere con una pernacchia: un rumore da registrare con un video o con un file audio, per pubblicarlo poi su Facebook.

Ecco come Tuttosport ha voluto promovere l'iniziativa: "Di questi tempi, nel 1789, cominciavano a rotolare teste in Francia. Di questi tempi in Italia neanche gli scudetti da mandare al macero come quello vantato chissà perché dall'Inter vengono fatti cadere sulla ghigliottina di un'accusa precisa e circostanziata. E allora la risposta non può che essere lo sberleffo per un calcio imprigionato dalla paura di decidere ciò che è giusto: il direttore De Paola ha dato la linea, scegliendo la suprema interpretazione di Eduardo De Filippo. Una pernacchia non seppellirà la Figc - prosegue il quotidiano sportivo - se non sarà capace di decidere sullo sconcio di quella assegnazione mascherata da automatismo. Voi, se la pensate così, inviateci la vostra di pernacchia (o pernacchio, per dirla con Eduardo) Facebook per la condivisione dei vostri audio e video spernacchianti. C'era chi la rivoluzione la voleva fare seppellendo il vecchio con una risata, seppelliamo questo scudetto deciso dai "non competenti" della federazione con le nostre ironiche pernacchie".

Marco Beltrami

martedì 5 luglio 2011

Ricardo Alvarez vicinissimo all'Inter, raggiunto l'accordo con il talento del Velez


Fonte: Calcio.fanpage.it

Di solito la notte porta consiglio, e invece questa volta ha regalato alla squadra nerazzurra il primo colpo di calciomercato stagionale. Sembra ormai cosa fatta per il passaggio del talento argentino Ricardo Alvarez dal Velez alla corte del presidente Moratti. Proprio nella scorsa nottata infatti è stato raggiunto l'accordo tra l'entourage del giocatore e gli emissari dell'Inter.

Ricky Alvarez, è un centrocampista offensivo molto duttile, capace all'occorrenza di giocare dietro le punte come trequartista. Dotato di una notevole personalità pur essendo un classe'88, il mancino è stato spesso paragonato a Kakà: nelle movenze infatti Alvarez ricorda l'ex pallone d'oro brasiliano. Secondo quanto riportato dal Corriere dello Sport, nelle casse del club sudamericano dovrebbero finire 13.7 milioni di euro. Per il calciatore invece si prospetta un contratto quinquennale con uno stipendio annuale di 1.2 milioni di euro. Nella trattativa potrebbe finirci anche Ever Banega: infatti il procuratore di Alvarez è lo stesso del giocatore del Valencia e tutto potrebbe far ipotizzare un doppio colpo argentino per la formazione milanese.

Una notizia positiva dunque per i nerazzurri dopo che il procuratore Palazzi ha accusato d'illecito sportivo l'Inter. Bisogna cercare di pensare al futuro e all'allestire per il neotecnico Gasperini una squadra che possa tornare ad essere altamente competitiva in Italia e all'estero Non bisogna dimenticare che potrebbero esserci infatti numerosi addii eclatanti in quel di Milano.

Marco Beltrami

venerdì 3 giugno 2011

Calcio scommesse arresti, Prandelli deluso: troppe tentazioni e soldi in questo sport


Fonte: Calcio.fanpage.it

Avrebbe sognato un'atmosfera completamente diversa Cesare Prandelli per Italia-Estonia gara in programma domani sera per le qualificazioni ad Euro 2012. E invece dovrà fare i conti con un Paese profondamente scosso dallo scandalo calcio scommesse.

Il Commissario Tecnico di Orzinuovi durante la consueta conferenza stampa di presentazione al match, non ha potuto non esprimersi sulla vicenda che ha gettato nuovamente nel baratro il calcio del Belpaese: "Nel mondo del calcio ci sono troppe tentazioni e questo succede perchè girano troppi soldi. Tutti dobbiamo tornare ad imparare che i soldi vanno sudati. Ogni giorno leggiamo di scandali, questa è una brutta pagina per il nostro sport. Io non mi sento tradito. Il mondo del calcio al 99 per cento è fatto di entusiasmo, di passione e di grandi valori, non fa testo una percentuale minima di stupidi, anche se fa male. Purtroppo siamo abituati a svegliarci la mattina e trovare sempre uno scandalo sui giornali. Anche due milioni di case fantasma è uno scandalo. Ce la mettiamo tutta per trasmettere i giusti valori, ma ci sono troppe tentazioni, quando arrivi a guadagni facili alla lunga paghi, il messaggio che dobbiamo dare è che per guadagnare dei soldi bisogna sudare".

Parole chiare quelle di Prandelli, apparso profondamente deluso: la sua Italia proprio non aveva bisogno di un ennesimo scandalo sopratutto visto che già non stava vivendo un momento particolarmente brillante. L'allenatore è rimasto molto colpito dall'arresto di Beppe Signori al quale ha voluto mandare un messaggio: "La vita non è una scommessa, è un dono. Se lo incontrassi domani forse lo abbraccerei senza scordare le responsabilità. Basta con l'omertà, adesso bisogna esser duri. Nel calcio ci sono troppe cose losche".

Marco Beltrami

martedì 3 maggio 2011

Calciopoli 2, Narducci, il Pubblico Ministero all'attacco: dall'80 il calcio è storia d'illegalità


Fonte: Calcio.fanpage.it

Per Calciopoli bis ormai ci si avvicina alla stretta finale: da circa un mese i PM hanno acquisito tutto il materiale (verbali e "prove"), proveniente dal processo e dalle udienze che hanno gettato una luce completamente diversa sulla vicenda.

Ormai la distanza che separa gli appassionati di calcio e non solo e i tifosi della Juventus dalla sentenza del Processo è davvero minima e l'attesa e la curiosità comincia davvero a farsi sentire. Sopratutto perchè la situazione è molto diversa da quando il suddetto materiale non era stato utilizzato da chi "indagava"; e alla luce delle testimonianze opposte agli eclatanti episodi dell'epoca (sorteggi, caso Paparesta e associazione a delinquere) è lecito aspettarsi colpi di scena. Nella mattinata odierna il Pm Narducci nella sua requisitoria ha rincarato la dose, sulla vicenda calciopoli con parole comunque cristalline, come riportato da Tuttosport: "La storia del calcio italiano, almeno dal 1980, e' anche storia di illegalità. Ma stavolta la novità è che per aggiustare le gare si alterano anche le gare dei concorrenti come il Milan o di squadre terze".

Sinceramente le accuse mosse dal Pm, sembrano essersi fermate al 2006, senza prendere in considerazione tutto il materiale "venuto" fuori negli ultimi anni, che comunque, come sottolinea lo stesso quotidiano: "la media punti del Milan con arbitri vicini alla Juve era più alta della stessa Juve. E le ammonizioni preventive premiarono più altre squadre che la Juve".

Marco Beltrami

martedì 29 marzo 2011

Calciopoli bis, Moggi all'attacco: il castello accusatorio nei miei confronti è completamente crollato


Fonte: Calcio.fanpage.it

Luciano Moggi, dopo la riduzione della pena nell'ambito del Processo Gea, torna all'attacco sottolineando come l'aspetto più importante della sentenza sia l'assoluta caduta delle accuse di associazione a delinquere.

Nel corso della trasmissione "Ieri, Moggi e Domani" (in onda su Gold tv e Telecolor), l'ex dirigente bianconero ha spiegato alla sua maniera il verdetto sentenziato dal Tribunale di Roma: "Il castello accusatorio dei PM di Roma è crollato del tutto. La sentenza di appello ha confermato che non è mai esistita nessuna associazione a delinquere che manovrava illegalmente il mercato. Sono stato condannato invece solo per aver fatto bene il mio lavoro ed aver difeso gli interessi della Juventus".

Big Luciano poi è tornato sulla vicenda legata al calciatore Blasi attualmente in forza al Napoli, spiegando come andarono le cose, finite nell'ambito del processo Calciopoli: " Quando Blasi tornò alla Juve dopo il prestito al Parma ed una lunga squalifica per doping mi chiamò uno che si qualificò come suo procuratore, quando invece nei documenti della Juventus risultava Zavaglia come procuratore del calciatore. Gli risposi “adesso ho da fare”. Poi andai dal calciatore e gli dissi “tu vieni da una lunga sosta ma se mi dimostri il tuo valore a fine anno ti darò l’aumento che meriti, in base alle disponibilità della Società.” Ed infatti a fine anno Blasi ebbe il suo prolungamento con un vistoso ritocco dell’ingaggio. Se questa è violenza privata, allora a Cellino cosa dovrebbero fare per come si è comportato con Marchetti? Solo la Gazzetta dello Sport, come al solito, ha fatto un titolone accusatorio contro di noi per la sentenza di Roma, ma voglio ricordare loro che esistono tre gradi di giudizio….”

Marco Beltrami

sabato 26 marzo 2011

Calciopoli, Processo Gea: Luciano Moggi e il figlio hanno ottenuto la riduzione della pena


Fonte: Calcio.fanpage.it

La Corte d'Appello di Roma, ha deciso di ridurre le pene comminate a Luciano Moggi (ex dirigente della Juventus) e suo figlio Alessandro in primo grado, nell'ambito della vicenda relativa al Processo Gea, che aveva dato il la a "Calciopoli".

I due che precedentemente erano stati rispettivamente condannati ad un anno e sei mesi di reclusione, ed un anno e 2 mesi, sono stati alleggeriti per quanto riguarda le pene detentive: solo un anno per Moggi senior, mentre 5 mesi per Alessandro. Confermati invece i risarcimenti di 10000 e 2000 euro nei confronti del Procuratore Stefano Antonelli e della Federcalcio. L'avvocato della difesa, prendendo atto comunque dell'indulto che coprirà comunque i tempi della pena, si è dimostrato soddisfatto solo in parte, visto che puntava all'assoluzione totale. L'aspetto da sottolineare comunque è secondo l'entourage dei Moggi, il fatto che ancora una volta sia "caduta" la tesi principale del Processo, ovvero la presunta associazione a delinquere.

Un risultato da non sottovalutare assolutamente sopratutto in vista delle prossime udienze relative a Calciopoli che andranno in scena presso il Tribunale di Napoli: ancora una volta il tutto potrebbe chiudersi con una "vittoria" per Luciano Moggi, che potrebbe smentire così assolutamente l'esistenza di una presunta cupola in Serie A.

Marco Beltrami

venerdì 11 marzo 2011

Juventus, Chiellini a ruota libera: calciopoli ha cambiato le gerarchie del calcio italiano


Fonte: Calcio.fanpage.it

Nelle ultime ore il suo nome è stato accostato al calciomercato Juventus, Chiellini in caso di un'altra stagione disastrosa potrebbe essere destinato a cambiare aria anche se il tutto ora resta una pura ipotesi di fantamercato.

Il coriaceo difensore toscano in un'intervista rilasciata a "La Stampa", ha voluto dire la sua sull'attuale momento della Juventus, riferendosi anche alle voci relative all'esonero Delneri: "Sono sempre stato il primo ad assumermi responsabilità e a pensare che le colpe sono da dividere. Poi si sa che nel mondo del calcio è più facile cambiare un allenatore che venti giocatori. Ma bisogna rendersi conto di quante sono le responsabilità di una persona: a me piace l’idea di vedere cosa uno può fare di più, prima di prendere una decisione. Cercare il capro espiatorio, allenatore, giocatore, dirigente che sia, non porta mai da nessuna parte".

In questi giorni è tornata di moda la vicenda calciopoli, sulla quale Chiellini ha le idee molto chiare: "Resto della mia idea: gli scudetti li abbiamo vinti sul campo. Detto questo, credetemi, il processo non l’ho più seguito, e non voglio farlo perché, tra virgolette, non mi interessa. Non che non sia importante, ma perché a me quello scudetto resterà sempre. Calciopoli è stato uno spartiacque importante, che ha cambiato le gerarchie del calcio italiano, mi sembra innegabile. Poi errori se ne fanno e se ne faranno, speriamo sempre il meno possibile, a partire da noi che andiamo in campo".

Sulla prossima partita Cesena-Juventus, Chiellini sa benissimo con quale atteggiamento dovrà scendere in campo la squadra bianconera: "A Cesena con carattere e intensità. Per tornare alla vittoria. L'obiettivo è dare l’idea di meritare di stare in questa squadra: alla fine dell’anno, il bilancio si fa per tutti. Uno può rimanere per dieci anni o andare via, però credo sia importante fare il massimo che potevi fare".

Marco Beltrami

mercoledì 9 marzo 2011

Calciopoli bis, Moggi risponde a Moratti: parla a vanvera, forse non ha letto le intercettazioni


Fonte: Calcio.fanpage.it

La notizia della convocazione di Moratti in tribunale a fine Marzo, non ha potutto non scatenare il solito tourbillon di dichiarazioni polemiche da parte dei protagonisti principali delle vicende legate a calciopoli.

Dopo le parole rilasciate dal Patron dell'Inter che attacca su calciopoli, a proposito della convocazione di Palazzi, non poteva mancare la controffensiva di Luciano Moggi che non ha perso tempo per commentare lo "stupore" del Presidentissimo nerazzurro: "Moratti dice che chiamare l’Inter è ridicolo? Forse non ha letto le intercettazioni - spiega l'ex dirigente della Juventus ai microfoni di Radio Kiss Kiss - fa finta di niente e parla tanto per parlare. Cosa è Calciopoli dopo cinque anni? Non è successo proprio niente. Di 170mila telefonate ne hanno prese solo quaranta e tutte della Juventus. Le altre, sono tutte irrilevanti. Era irrilevante quando Facchetti diceva a Bertini "fammi vincere la partita di Coppa Italia col Cagliari" a Cagliari nel 2008 e guarda caso poi l’Inter ha vinto quella Coppa Italia e quindi la federazione avrebbe dovuto toglierla. Era irrilevante quando si diceva al designatore "passa per l’ufficio che Moratti deve darti un regalo". E invece era rilevante il fatto che una società si difendesse da queste cose".

Passano i giorni e le vicende relative alla triste calciopoli continuano a tenere banco senza sosta nelle aule dei tribunali, che rischiano di diventare ancor più infuocate nelle prossime settimane.

Marco Beltrami

sabato 5 marzo 2011

Juventus-Milan, Moggi torna allo Stadio dopo 5 anni: acquistati biglietti per palco d'onore


Fonte: Calcio.fanpage.it

La sua ultima comparsa allo Stadio per vedere la sua ex squadra è targata 7 Maggio 2006, giorno in cui si affrontavano Juventus e Palermo: Luciano Moggi torna a vedere da vicino la compagine bianconera, e il tutto potrebbe essere letto come il presagio di un ritorno al ruolo di dirigente.

Moggi sulla crisi Juventus, è stato uno di quelli ad andarci più sul pesante attaccando un po' tutti, tacciati di una evidente incompetenza visti i giocatori approdati nel capoluogo piemontese nella scorsa Estate. L'ex Direttore Generale bianconero avrebbe annunciato la sua presenza all'Olimpico per il big match Juventus-Milan durante il Chiambretti Night, popolare trasmissione televisiva nella quale era ospita. Big Luciano avrebbe acquistato i biglietti, per il palco della tribuna da dove seguirà comodamente la partita in compagnia di alcuni amici: tanta curiosità è riposta nell'accoglienza che i tifosi bianconeri, che più volte hanno inneggiato a lui in queste Domeniche, gli riserveranno questa sera.

Tantissimi vorrebbero un suo ritorno nelle stanze dei bottoni juventine, sopratutto dopo gli ultimi sviluppi delle famigerate vicende di Calciopoli che stanno gettando numerose ombre sul primo processo legato alla triste vicenda che ha cambiato per sempre il panorama calcistico italiano.

Marco Beltrami

venerdì 11 febbraio 2011

Juventus, Nedved: dell'Inter non mi piace nulla, il campionato lo vincerà il Milan


In una lunghissima intervista rilasciata sulle colonne del "Corriere della Sera", Pavel Nedved, a ruota libera, imperversa come faceva in campo su tutti gli argomenti più attuali in casa Juve: dal nuovo corso, a Juventus-Inter di Domenica, alla sua nuova vita da dirigente e alle sue opinioni sul futuro bianconero, con una serie di retroscena sulla sua vita privata.

"Ho scoperto la vita senza pallone- spiega Nedved sul quotidiano Milanese - mi sto abituando ancora oggi. In Inghilterra, senza ritiri, insopportabili, sarei durato di più ma sono durato lo stesso. Mi occupo della mia famiglia, viaggio quando posso. Ma ora il presidente Agnelli mi ha voluto nel Cda della Juve. Non avevo previsto di rientrare nel calcio così presto. La proposta mi ha onorato, soprattutto perché non posso non aiutare un amico. Un anno fa all'inizio non frequentavo lo stadio, ero stanco. Però mio figlio Pavel è tifoso del Chelsea e della Juve e allora ho ripreso ad andare con lui. Dopo un bell'avvio è stata la stagione peggiore della storia: non esiste vederla così in basso. Ora ci credo, ma per carattere: io penso sempre positivo. Sarà dura, ma le cose facili non esistono. Di questa squadra apprezzo la compattezza, il gruppo e l'unità nei momenti difficili".

La furia ceca, poi risponde in maniera decisa, stuzzicato sull'Inter, e sulla psossibilità ricevuta di finire la carriera in nerazzurro: "Non mi piace parlare delle cose che non si sono avverate. C'erano tante offerte, tra cui quella dell'Inter. Il mio manager ha cercato di convincermi a continuare la carriera. Non l'ho ascoltato. Meglio il presente. Il match con i nerazzurri? Non è mai stata una partita facile, ma dal 2006 è ancora più sentita. Io spero che sia una bella sfida sul campo, lasciamoli giocare e che ci facciano divertire, scordiamoci del resto. Sono convinto che ci sia un presidente come Agnelli che vuole battersi. Chi dovrebbe difendere la Juve e le sue ragioni se non i dirigenti? Non posso voler essere solo simpatico e non farmi valere, preferisco meno simpatia. Puoi anche non vincere, ma devi avere una mentalità vincente. Sono stato scelto anche per trasmettere questa idea, quella che avevamo nel gruppo storico. Cosa mi piace dell'Inter? Niente (ride ndr)Non ho nulla contro l'Inter, ma l'Inter rimarrà sempre l'Inter e io sono juventino. Il campionato lo vincerà il Milan. l'ho pensato subito quando hanno preso Ibra, quante litigate in allenamento con lui...".

Infine il giornalista Roberto Perrone, gli propone unn pensiero su calciopoli: "Nella mia testa nessuno me l'ha tolto: strameritato, vinto sul campo. Lo sento mio, qualunque sia la decisione che prenderanno e che accetterò. Tutti quelli che abbiamo affrontato sanno quanto eravamo forti. Materazzi e lo scudetto 2002? Non so cosa rispondere. Noi li abbiamo vinti come li hanno vinti loro, io non li metto in discussione. Per me, al di là di favori o sfavori, quando uno vince è più bravo degli altri. Zanetti? A lui l'Oscar dell'avversario, un giocatore leale. Leonardo?Mi piace, è una persona intelligente che fa bene al calcio".

Marco Beltrami

giovedì 10 febbraio 2011

Materazzi-Zidane, la sfida continua: Zizou deve chiedere scusa a se stesso


Sono passati quasi 5 anni, da quella famosa testata che ancora continua ad occupare le pagine dei giornali, rischiando di rimanere un'immagine per molti indelebile (nel bene e nel male), nel mondo del calcio.

Zidane contro Materazzi, Materazzi contro Zidane, una telenovela che non finirà mai ma con una scadenza temporale, da serie televisiva, tornerà a regalarci frasi al vetriolo, accuse reciproche e prese di posizione. L'ultima puntata del botta e risposta tra i due ha visto come protagonista il difensore dell'Inter che ha voluto rispondere, alle dichiarazioni di Zizou a "L'Equipe": "Non sono fiero di quella mia reazione, ma non ho assolutamente intenzione di chiedere scusa perchè sono stato provocato. Significherebbe porgere la guancia una seconda volta".

Matrix non ha perso tempo per replicare, a colui il quale lo mise ko con un'incornata violentissima durante la finale mondiale: "Penso che Zidane debba prima di tutto chiedere scusa a se stesso perchè la carriera era sua e non mia". Il difensore poi rivela di non essere un tipo "violento" come tutto lascia presagire: "Quando c'è confronto c'è chiarezza, meglio dirsi tutto in faccia. Comunque nella mia carriera ho avuto problemi con poche persone, basterebbe al massimo una mano per elencarli...". Forse avrebbe fatto meglio a parlare di molteplici tentacoli piuttosto che delle dita di una sola mano.

Comunque il coriaceo difensore dell'Inter poi torna anche a parlare di Moggi e delle faccende relative a calciopoli, in particolare riferendosi allo scudetto del 2002, perso in quel famoso 5 Maggio: ""Ho sempre premesso che noi abbiamo buttato la partita contro la Lazio ma ho sempre detto anche che prima c'erano state molte partite non limpide...".

Marco Beltrami

venerdì 4 febbraio 2011

Juventus, Moratti sugli errori di Morganti: veder protestare i bianconeri è una novità


Fonte: Calcio.fanpage.it

Non possiamo che dare a ragione al Patron nerazzuro Massimo Moratti, che ha voluto dire la sua a proposito dei "fatti" accaduti in Palermo-Juventus 2-1, inerenti alle magagne arbitrali di Morganti.

"Vederli protestare è una cosa nuova, anche se gli episodi di mercoledì mi hanno colpito": queste le parole del Presidentissimo nerazzurro rimasto, a suo dire colpito: sicuramente colpi diversi da quello per esempio rifilato dal suo giocatore Chivu a Rossi, nel posticipo di ieri sera del capoluogo pugliese. Ma come suddetto effettivamente c'è del vero nella frase di Moratti, visto che negli scorsi anni siamo sempre stati abituati a veder lamentarsi proprio la squadra nerazzurra, a riguardo magari delle vicende legate a calciopoli, che a poco a poco stanno assumendo tinte a dir poco grottesche, alla luce del Processo "Bis". In casa bianconera alla luce di quanto ammesso dallo stesso Morganti (ero piazzato ma ho visto un'altra cosa), il minimo che si può fare è alzare la voce senza lacrime, ma con decisione, nella speranza che gli "errori" (perchè di questo dovrebbe trattarsi), siano sempre di meno.

Magari già a partire dal delicato match di Sabato sera, quando Cagliari-Juventus, decreterà la svolta o meno del pessimo momento bianconero.

Marco Beltrami

domenica 2 gennaio 2011

Calciopoli, Juventus: Gattuso difende i bianconeri sulla vicenda degli scudetti revocati


Fonte: Calcio.fanpage.it

Gennaro Gattuso, coriaceo e instancabile mastino del centrocampo rossonero, quando parla rispecchia perfettamente il suo stile di gioco: essenziale, generoso, mai banale e soprattutto capace di colpire nel segno.

Non è un personaggio che ama parlare a vanvera il “ringhio” rossonero che è intervenuto a proposito della vicenda legata a calciopoli bis. Il centrocampista del Milan, ha espresso il suo punto di vista a proposito della eventuale richiesta della Juventus di restituzione degli scudetti revocati: "A quattro anni da Calciopoli ho capito che tutti rompevano le scatole a chi non andavano rotte e che poi ognuno cercava di farsi giustizia da sé. Quindi il fatto che la Juventus rivoglia indietro i suoi Scudetti non mi sembra così scandaloso".

Parole che sicuramente lasceranno il segno e apriranno sicuramente una serie infinita di polemiche. Una cosa è certa le vicende legate a Calciopoli appaiono davvero senza fine, e l’unica certezza che oggi appare lampante è quella legata ad una certa mancanza di uniformità di giudizio. Comunque nel frattempo tutti ora sono in attesa di vedere come andrà a finire il processo legato a Calciopoli bis, sicuri che le nuove sentenze potranno riservare numerose sorprese.

Marco Beltrami

mercoledì 24 novembre 2010

Calciopoli, Galliani - Collina: ecco le intercettazioni che dimostrano che i 2 si sentivano


Fonte: Calcio.fanpage.it

Il quotidiano sportivo torinese "Tuttosport", continua a pubblicare scottanti intecettazioni di Galliani, nell'ambito delle indagini relative alla vicenda calcipoli. Questa volta il testo riportato si riferisce ad una chiacchierata telefonica tra Meani (addetto agli arbitri rossonero) e nientemeno che Pierluigi Collina.

I fatti si riferiscono all'indomani del match tra Milan e Juventus, che vide la vittoria dei bianconeri decisiva poi ai fini dello scudetto: molto clamore ha suscitato il fatto che si alluda nella conversazione ad una chiamata tra lo stesso Collina e Galliani. Il tutto dimostrerebbe che era pratica comune per i dirgenti delle squadre comunicare con i direttori di gara.

Ecco il testo della telefonata:

Collina:(?) Stamattina mi ha chiamato il tuo capo? È sta­to di una gentilezza assoluta, veramente?

Meani: Galliani? Ieri era incazzato nero.

[...]

Meani: Che t’ha detto (Galliani, ndr.)?

Collina: E’ stato carino, m’ha detto: ‘Io l’ho chiamata uni­camente perchè ho letto stamattina che Lei e il Milan non sarebbero più amici”...

Meani: Ma va’...

Collina: ‘Volevo dirLe che queste... mi hanno fatto incaz­zare queste cose...’. Guardi, io non ho dubbi di questo, né da un punto di vista personale Suo di Adriano Galliani né da un punto di vista di ad del Milan, per cui... Lei... mi fa piacere che mi abbia chiamato. ‘Non voglio parlare della partita di ieri, assolutamente’. No, se vuole possiamo par­larne, ci mancherebbe altro. ‘No, no, non importa, non è... non volevo chiamarLa per questo’. Ho detto: guardi, mi fa piacere, sono quindici anni che ci conosciamo, eccetera. Fra l’altro un giorno spero di poter avere il piacere che Lei mi dia del tu perché mi danno del tu tanti altri, da Giraudo ad altri che comunque sono nel calcio e mi farebbe piace­re se Lei veramente... lo considererei un punto d’arrivo, gli ho detto. Fa:‘Guarda, da oggi... da oggi facciamo così. Però, visto che io sono più vecchio di te, non voglio fare il vecchio che poi... (incomprensibile) del Lei. E allora mi devi dare del tu...”

Marco Beltrami

sabato 20 novembre 2010

Legrottaglie, Juventus: Moggi è il migliore di tutti e l'Inter ora è un brodino


Fonte: Calcio.fanpage.it

Non passeranno sicuramente inascoltate le dichiarazioni rilasciate da Nicola Legrottaglie, durante un'intervista a Sportitalia, in vista di Genoa-Juventus, sul passato e il futuro, passando per la vicenda Calciopoli.

"Quegli scudetti sono nostri -ha detto Legrottaglie sui titoli 2004/05 e 2005/06- lo sanno tutti e devono tornare alla Juventus". Sulla 'nuova Juve' si è lasciato andare: "Noi ci sentiamo forti e già quest'anno possiamo puntare al titolo. Non mi meraviglio se l'Inter fatica così tanto. Come quando noi comuni mortali - spiega il difensore- a Natale mangiamo tantissimo e il giorno dopo ci accontentiamo del brodino; non abbiamo più fame. Mi auguro che Benitez resti, è uno pulito che mi piace. Tornando alla Juve , penso che non abbiamo bisogno di così tanti rinforzi, la squadra c'è ed è buona così. Del Neri è molto bravo".

Parole decise, che sicuramente provocheranno molte reazioni anche se il meglio di se, il pugliese l'ha sfoderato a proposito del suo ex dirigente Luciano Moggi: "Magari tornasse ! E' il migliore di tutti. Lavora bene e credo nella giustizia divina, così come credo in quella terrena. Ha pagato e merita di tornare. Uno così al calcio fa sempre bene e con lui davamo tutti il 200%. Mi auguro per Moggi che possa tornare a svolgere la sua professione".


Marco Beltrami

venerdì 19 novembre 2010

Il ragno Mourinho anche in Spagna ha iniziato a tessere la sua trama, ma su calciopoli...


Fonte: Tuttojuve.com

Verrebbe da dire " Ancora non aveta visto nulla": noi italiani, ben sappiamo di cosa sia capace Josè Mourinho che nelle sue stagioni nerazzurre, ha davvero sfoderato tutto il suo repertorio. Dal "Monaco de Tibete", al gesto delle manette, dagli attacchi ai colleghi, al clima anti- Inter, sapientemente "creato" dallo Special per compattare ancora di più lo spogliatoio dei suoi alfieri (nemmeno dovessero andare in guerra). Ecco perchè non ci stupisce minimamente quello che sta accadendo in terra spagnola, con l'uomo di Setubal, che ha letteralmente catalizzato l'attenzione di tutto il panorama calcistico iberico. Ha iniziato a poco a poco a tessere la sua trama lo Special, in linea con le sue doti di abile sfruttatore dei mezzi mediatici, nel tentativo di creare le condizioni favorevoli per riuscire nella difficile impresa di battere il Barça. E allora vai con le dichiarazioni sul Barcellona, sul fatto che le avversarie dei blaugrana rinuncino a giocarsela per eccessivo timore reverenziale, sulle seguenti "tarantelle" con l'allenatore dello Sporting Gijon Preciado (caduto e sconfitto nella tana di Mou), fino alle ultime parole del secondo di Guardiola, Vilanova. L'allenatore del Barça da volpone silenzioso qual è, aveva nei giorni scorsi, predicato silenzio e testa bassa, nella "furba" speranza di non cedere alle provocazioni del tecnico del Real Madrid, che puntano proprio alla destabilizzazione degli avversari. Purtroppo però Vilanova proprio non ha resistito ed è passato al contrattacco, dichiarando: "Vuole essere protagonista perché non è mai stato giocatore. È un allenatore che non parla mai di calcio e questo non ci piace per nulla. Dalle sue squadre non puoi aspettarti che siano este­ticamente piacevoli. Il suo Madrid è molto forte nelle due aree e per questo è un avversario pericoloso, ma sta facen­do giocare sempre gli stessi, ri­schiando di demotivare gli esclusi". Ennesimo "insetto" rimasto impigliato nella trama di Mou, che sulla strada del "Clasico" tra Merengues e Blaugrana, continua a tessere , cercando come al solito di sfruttare le sue doti sul campo e fuori, da abile massmediologo qual è. Sicuramente il portoghese, sa gestire sempre al meglio le sue parole, attaccando sempre gli avversari nel punto debole dove sa che può affondare. A questo punto una riflessione, su qualcosa che forse è passato inosservato: nei suoi anni italiani, Mou che ha utilizzato qualsiasi cosa per alimentare il senso di "cameratismo" quasi militare tra i suoi, soli contro tutti, non ha mai fatto riferimento, pubblicamente, a squadre in particolare, per le vicende legate a Calciopoli (per i quali provò "vergogna") per incrementare il senso di rivalsa dei nerazzurri....Chissà perchè...forse perchè sapeva che la verità era altrove?

Marco Beltrami

martedì 16 novembre 2010

Calciopoli, Galliani: ecco le scottanti intercettazioni dell'A. D. rossonero


Fonte: Calcio.fanpage.it

Dopo la lite verbale tra Marotta e Galliani, che ha fatto tornare il gelo tra Juventus e Milan, dopo le contestazioni arbitrali dell'ultimo match, un'altra bella grana acuisce i rapporti tra le due società : il quotidiano sportivo torinese "Tuttosport", ha pubblicato la trascrizione delle intercettazioni di una scottante telefonata tra l'Amministratore Delegato rossonero Galliani (allora Presidente di Lega), e l'allora "addetto agli arbitri" milanista Meani.

Dalle parole massimo dirigente rossonero sembra trapelare l'assunzione del merito per il rin­vio del turno di campio­nato in questione (stagione 2005) per la morte di Papa Wojtyla: tutto congeniale al Milan, per permettere un migliore recupero dei sudamericani e di Sheva, tornati dagli impegni con le rispettive Nazionali.

Ecco il testo incriminato:

Meani. Ciao Silvano, sono Leonar do. Allora cosa han fatto? Hanno fatto slittare il campionato, allora, praticamente Ramaccioni. Sì, Sì Se vuoi ti passo il presidente, te lo passo. E’ sli­tatto.

Galliani: Leonardo?

M: Dottore?

G. Allora abbiamo slittato, giochiamo sabato alle 20.30, anzi alle 18 col Brescia, poi domenica andiamo a Siena.

M. Senza Kakà senza l’altro

G. Ma secondo lei io dormo?

M. No

G. Lei pensa che io dormo, ma porca troia. Anche perché quel figlio di puttana di Moggi, le racconto: Moggi, che è un figlio di puttana, faccio sentire anche a Costacurta così si carica. Ha pure chiamato Preziosi ( e gli ha detto) Adriano l’ha fatto apposta così recupera i sudamericani, c’hanno Shevchenko che sta meglio, hanno spostato di una settimana. Con l’Inter ce l’abbiamo già. Dopo pensiamo a quelli di Torino l’abbiamo già sistemata perché l’ac coppiata Moggi- Capello è?

M. E’ micidiale?

G. Come Capello- Sensi, via Capello, Sensi è tornato amico. L’abbiamo purgato già l’anno scorso, lo purghiamo anche quest’anno. Fa niente ( ride). Capito Leonardo. E’ pieno di uccelli padu-li, se non tiri le corde, non capisco no?

M: Anche se ho visto che nel sorteggio gli è saltato fuori Collina (arbitro di Fiorentina - Juve 3-3): e ciò è positivo.

G. Tranquillo, vigilare su tutto.


Intercettazione del 19 aprile 2005 dopo Siena 2 Milan 1.

Galliani: Ha parlato con qualcuno dei due ex designatori?

Meani: Dio bono, altro che parlato. Non ha visto che in macchina c’era Ancelotti e gli bestemmiavo paro lacce, e Ancelotti mi fa: ma che co sa gli dici.

G. A chi?

M. A Bergamo e Mazzei, perché Pairetto è in Germania

G. E che dicono questi signori?

M. Si cagano addosso: frasi di cir costanza? “ chi va a pensare un er rore del genere da uno così ”. Con una squadra come il Milan a un minimo dubbio si sta giù con la bandiera, non si va su a van vera. Questa è gente che non è preparata psicologicamente. Cosa vi preoccupate più del Palermo? Ha visto la designazione? Ci mandano persino Puglisi. Adesso, gli ho detto, vietato sbagliare e vietato sbagliare dal l’altra parte, nel senso contrario però. Questo è un periodo pericolosissimo.

G. Lo so, lo so.

M.: Anche perché lui mi fa: siete an dati in vantaggio lo stesso?. Gli ho detto: comincia a darmi il mio gol. Dottore, ha parlato ieri con Collina ? La cercava.

G. : No.

M. : Guardi che la chiamerà.

G. : Adesso, lo cerco io.

Marco Beltrami

sabato 13 novembre 2010

Juventus, Ibrahimovic non ha dubbi: i 2 scudetti revocati, furono vinti sul campo


Fonte: Calcio.fanpage.it

Zlatan Ibrahimovic, fresco di centesimo gol in Serie A, segnato con 3 maglie diverse, in una lunga intervista torna a parlare anche del suo passato bianconero, dimostrando di non aver assolutamente dimenticato le sue annate alla Juventus.

L’attaccante svedese pur avendo in seguito militato anche nell’Inter (acerrima avversaria della “Vecchia Signora”), non ha mai rinnegato le stagioni e le vittorie ottenute a Torino, sopratutto quelle poi revocate in seguito alle vicende legate a Calciopoli. I 2 scudetti revocati ai bianconeri, proprio non sono andati giù a Ibra che infatti ha spiegato: “ Io ho vinto due scudetti come altri giocatori della Juventus. Anche quando ero all’Inter il primo anno, ho sempre detto di aver vinto quei due scudetti sul campo. Ho lavorato tanto per vincere quei due scudetti e tutti i giocatori della Juventus di quelle due stagioni li meritano”.

Parole chiare e sibilline, che “riavvicinano” il lungo centravanti scandinavo ai suoi ex tifosi, che pur non avendolo mai dimenticato non gli hanno mai perdonato il tradimento subito.


Marco Beltrami

giovedì 28 ottobre 2010

Andrea Agnelli, Juventus: Luciano Moggi ha tutta la mia stima, il mio è orgoglio gobbo


Fonte: Calcio.fanpage.it

Il discorso di Andrea Agnelli, pronunciato all'Assemblea degli azionisti della Juventus, si è letteralmente trasformato in un plebiscito di consensi per il giovane Presidente bianconero.

Dopo l'apertura col botto, con lo stesso Agnelli che ha richiesto la riassegnazione dei 2 scudetti famigerati, il patron torinese ha proseguito il suo discorso più volte bloccato dagli applausi, sopratutto nei momenti in cui faceva riferimento al suo smisurato "orgoglio gobbo". Parole al miele poi per Bettega, grande "vecchio" dell'ambiente juventino: "E' sempre stato e sarà una bandiera e siamo fieri che sia stato con noi quasi tutta la sua vita. La sua uscita dalla società? Aveva assunto un ruolo con responsabilità che andavano in conflitto con le scelte che abbiamo fatto, e ne abbiamo parlato. Lo ringrazio per tutto quello che ha fatto per noi da calciatore e da dirigente, ma voglio ribadire la fiducia in Marotta".

Ma sopratutto chiusura finale a sorpresa con attestazioni di stima destinate a far molto discutere: "Ho ribadito la mia stima per Luciano Moggi, a lui personalmente e anche in maniera pubblica, per il ruolo svolto qui e negli altri club in cui ha lavorato. Noi però ora guardiamo al futuro e oggi la persona di riferimento per l'area sportiva è Beppe Marotta, che ha tutta la mia stima. E mi piacerebbe che avesse quella di tutti i sostenitori...".

Marco Beltrami