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sabato 16 giugno 2012

Rafa Benitez potrebbe diventare il nuovo allenatore della Sampdoria



Fonte: Calcio.fanpage.it

Dopo una cavalcata trionfale la Sampdoria è tornata in Serie A. Dopo un solo anno di Serie B, i blucerchiati grazie alla cura Iachini, hanno ottenuto la promozione rendendosi protagonisti di una rimonta eccezionale che ha permesso loro di trionfare poi nella finale play-off. In vista della prossima stagione però, l’esperienza del tecnico sulla panchina della formazione ligure potrebbe essere arrivata a sorpresa al capolinea. Tutto lascia presagire un cambio alla guida tecnica della Samp, con tra i papabili anche un nome prestigioso, ovvero quello di Rafa Benitez.

Il sogno Benitez – Secondo quanto riportato da Eurosport, tra i possibili candidati a raccogliere l’eventuale eredità di Iachini ci sarebbe anche l’ex allenatore spagnolo Rafa Benitez. L’ex manager del Liverpool dopo la sfortunata parentesi alla guida dell’Inter sarebbe prontissimo a rimettersi in gioco nella nostra Serie A. Un’idea a dir poco suggestiva per la dirigenza della Samp che nonostante l’ingaggio non bassissimo dello spagnolo, vuole comunque provarci. Lunedì è previsto un incontro tra il Direttore sportivo sampdoriano Sensibile e lo stesso Benitez. Un contatto che potrebbe già rivelarsi decisivo per capire le reali possibilità di veder realizzata quest’operazione.

La Sampdoria pensa in grande – La dirigenza della formazione genovese è pronta ad allestire una squadra competitiva. Garrone e company, nonostante la necessità di far quadrare il bilancio, vogliono rinforzare la rosa in maniera tale da puntare a qualcosa in più della salvezza. Si prospetta dunque un calciomercato imprevedibile per la Samp ritornata nell’Olimpo del calcio italiano.

lunedì 7 febbraio 2011

Calciomercato Juventus, Benitez: dall'Inghilterra il tecnico in pole per il futuro bianconero


Fonte: Calcio.fanpage.it

Mentre in quel di Torino tutti sono concentrati sull'amichevole Germania-Italia di Mercoledì, che sarà l'occasione per vedere in campo i giocatori della Juventus convocati Germania-Italia, dall'Inghilterra, arrivano i soliti rumours di mercato, già incentrati sulle mosse bianconere per la prossima stagione.

Questa volta non riguardano nessun nuovo giocatore "prenotato" per la Vecchia Signora per il prossimo mercato estivo ma una clamorosa prospettiva che sinceramente ora come ora appare quasi impensabile sopratutto alla luce, dei progetti futuri delineati dal Presidente Agnelli nelle recentissime conferenze stampa. Secondo il "Daily Mirror", i vertici della società di Corso Galileo Ferraris starebbero seriamente pensando a Rafa Benitez come prossimo allenatore dei bianconeri. Il tecnico spagnolo dovrebbe prendere il posto di Gigi Delneri, per tentare di traghettare una Juventus finalmente competitiva, come quella che si prospetta per la prossima stagione.

Al momento è inutile ribadire come si tratti solamente di indiscrezioni, ma per dovere di cronaca è giusto renderle note anche perchè ben sappiamo come nel calcio tutto sia possibile, anche quelle operazioni assolutamente impensabili e irrealizzabili. Per lo spagnolo dunque si profilerebbe la possibilità di una repentina rivincita dopo le tante delusioni sulla panchina nerazzurra.

Marco Beltrami

giovedì 13 gennaio 2011

Inter, Materazzi attacca Benitez: siamo una formula 1 e lui non era un pilota, ma un vigile


Fonte: Calcio.fanpage.it

La "ferita" inferta da Rafa Benitez a Marco Materazzi in quel di Abu Dhabi brucia ancora sulla pelle del difensore nerazzurro: la possibilità di entrare in campo anche per un solo minuto nella finale del Mondiale per Club (partecipando così simbolicamente al successo dei suoi compagni)negatagli dall'ormai ex tecnico spagnolo non è stata ancora digerita da "Matrix".

Infatti lo stesso arcigno giocatore è tornato a parlare di Benitez, sopratutto alla luce dei successi immediati ottenuti da Leonardo e dal ritrovato entusiasmo coinciso col suo arrivo sulla sponda nerazzurra di Milano: "Leonardo da persona intelligente ci ha fatto tornare il sorriso e la voglia di giocare a calcio. Benitez? Io parlo di chi ci ha fatto tornare il sorriso, non di chi ce lo ha tolto. Nella vita si fanno anche degli errori: noi siamo una macchina da Formula Uno, ma deve esserci un pilota. Se tu ci metti un vigile, non arrivi lontano...". Materazzi non ha perso occasione anche per rivolgere un pensiero su Zlatan Ibrahimovic, agguerrito rivale in campo dopo i successi conquistati con la stessa casacca nerazzurra: "Il Milan? E' forte, è campione d'inverno ed ha vantaggio, ma noi siamo campioni del Mondo e vogliamo crederci - spiega all'inviato del 'Corriere dello Sport' - Lo scontro con Ibra? Lo reputo uno scontro di gioco, così come quando faccio entrate dure: però quando le do sono io il cattivo, quando le prendo invece l'avversario non ha mai colpe...".

Certo la gestione di Leonardo è ancora in fase embrionale, ma prima che dal punto di vista tattico-tecnico è evidente il profondo cambio d'atteggiamento di tutto l'ambiente nerazzurro, imporvvisamente ritornato a sorridere.

Marco Beltrami

martedì 4 gennaio 2011

Inter, Stankovic su Benitez: con me ha sbagliato, e si capiva che sarebbe durato poco


Fonte: Calcio.fanpage.it

Negli ultimi tempi della gestione Benitez, che qualcosa non andasse all'interno dello spogliatoio era apparso più che evidente, nonostante lo stesso tecnico spagnolo cercasse in tutti i modi di far trapelare uno stato di calma, assolutamente apparente.

Alcune scelte del "buon" Rafa, non erano proprio andate giù ad alcuni "senatori" dell'ambiente nerazzuro, che infatti ora non perdono tempo ad esprimere il loro benestare sulla scelta societaria, di cambiare guida tecnica. Tra questi il tenace e sempre schietto centrocampista serbo Dejan Stankovic, ha motivato il suo personale, mancato feeling con l'ormai ex allenatore dell'Inter: "Non posso perdonarlo per quella scelta (panchina nella finale del Mondiale ndr.) – a ‘Sportski Jurnal’, intervista ripresa da ‘La Gazzetta dello Sport’ - avevo giocato alla grande la semifinale, segnando la rete che aveva sbloccato il punteggio. E nonostante questo lui mi tenne fuori. Rimasi choccato. Ma non soltanto io, anche il resto dei miei compagni. Per fortuna siamo riusciti a vincere comunque il titolo. Se Benitez è stato mandato via per questo? Non lo so ma di sicuro qui non funzionava".

In conclusione Stankovic, ha voluto lanciare messaggi d'amore per il popolo nerazzurro, esprimendo la volontà di finire la carriera a Milano, fatta eccezione per l'eventuale partita d'addio: "Nel 2014, quando scade il mio contratto con l'Inter, avrò 36 anni e potrebbe anche essere il momento giusto per smettere. Ad ogni modo, credo che chiuderò in nerazzurro. In questo momento non penso a un mio ritorno alla Stella Rossa, visto che i miei figli vanno tutti a scuola a Milano. La mia gara di addio, però, vorrei disputarla al Maracanà di Belgrado, quello resta il mio stadio preferito, quello dove sono cresciuto e quello dove sono diventato un calciatore professionista".

Marco Beltrami

venerdì 31 dicembre 2010

Liverpool, Rijkaard pronto a sostituire Hodgson: ballottaggio con Benitez


Fonte: Calcio.fanpage.it

Il panorama calcistico inglese è molto diverso da quello italiano: oltremanica è molto difficile vedere esonerato un manager, anche magari dopo una sequela di risultati negativi, in quanto c' è una maggiore "pazienza" e fiducia nel lavoro dell'allenatore.

Probabilmente se quanto sta succeddendo in casa Liverpool, fosse successo in Italia, il buon "vecchio" Roy Hodgson, avrebbe già da tempo lasciato la panchina dei Reds: campagna acquisti deludente (frutto anche di condizioni economiche difficili), inizio stagionale disastroso, andamento successivo a singhiozzo e contestazione del cuore dei tifosi della Kop, la storica curva di casa. La goccia che ha fatto traboccare il vaso per il saggio manager inglese è stata la sconfitta interna contro il Wolverhampton, che ha di fatto praticamente convinto la dirigenza del Liverpool a muoversi per un eventuale prossimo sostituto. Oltre a Rafa Benitez, si preannuncia un ritorno dell'ex nerazzurro, nelle ultime ore sono aumentate le quotazioni di Franklin Rijkaard, ex Galatasaray, attualmente fermo. Il suo nome accostato al club di Anfield gia in passato ora sembra essere diventato gettonatissimo, anche perchè le sue caratteristiche si adatterebbero perfettamente alla tipologia di gioco del Liverpool.

Insomma anche in casa Reds è partito ufficialmente il toto -successore di Hodgson che potrebbe riservare numerose sorprese.

Marco Beltrami

giovedì 23 dicembre 2010

Ciao ciao Rafa


Una situazione a pensarci davvero paradossale: un allenatore che lascia una squadra, dopo aver vinto un Mondiale per Club e una Supercoppa Italiana, in pochi mesi e con un campionato ancora assolutamente non compromesso.

Ma che qualcosa non andasse, nella "gestione" nerazzurra di Benitez, si era capito dall'inizio, e per tanti motivi. Dopo il trionfo della scorsa stagione, tutti sapevano che sarebbe stato difficile ripetersi: infatti la squadra nerazzurra, non è un team costruito in maniera tale da aprire un ciclo (vedi il Barcellona, tanto per capirci), ma una compagine formata da campioni, che nel meraviglioso anno trascorso hanno dato tutti il centoventi per cento, spremuti fino all'osso da Josè Mourinho. Proprio quel Mourinho la cui ombra, aleggia ancora in casa nerazzurra e appare indelebile (assurdi i tentativi del buon "Rafa" di cancellare, togliendo le foto dello Special, il ricordo del portoghese), troppo pesante per ogni successore. Con l'arrivo di Benitez tutte le persone calcisticamente competenti, avevano pensato a nuovi innesti, magari giovani con qualche cessione eclatante, studiata per fare cassa (vedi Milito e Maicon, bolliti quest'anno)e per un'iniezione di nuovi stimoli dopo l'appagante Triplete. Certo vendere proprio Balotelli, nonostante la sua voglia di partire è apparso un "non sense" da vecchia Inter. Invece ecco gli infortuni a catena, frutto dei successi ancora pesanti sulle gambe interiste, e l'affidarsi a giovani ancora acerbi come Coutinho e Biabany. Il buon Rafa ha cercato di tirare dritto, nonostante tutto: contro un ambiente che lo ha subito messo sotto accusa, contro la società e il suo Presidente che ha ripreso ad esternare tutti i suoi malumori, e anche contro qualche giocatore (vedi Materazzi). Sinceramente la vittoria del Mondiale per Club è sembrata il trionfo dell'ipocrisia e dei finti sorrisi: basti pensare alla presenza di Capello sugli spalti con il Patron nerazzurro.

Probabilmente Benitez aveva già capito quale sarebbe stato il suo destino ed ecco allora la sua sfuriata, simile anche se dopo un risultato diverso a quella di Mancini di qualche anno fa. Sarebbe stato forse più facile farlo dopo una sconfitta lui l'ha fatto dopo una vittoria, togliendosi anche il "sassolino" di poter andarsene da vincitore, anche lui che in questi mesi ha dimostrato, non ce ne voglia, pochissimo carattere.

Marco Beltrami

mercoledì 22 dicembre 2010

Friuli batte Spagna 1 a 0


Fonte: Tuttojuve.com

A sentirli parlare entrambi sinceramente sorgono dei dubbi su quale dei due sia il vero "spagnolo": il modo di parlare velocissimo, quasi senza soste (quando poi si trova in panchina diventa quasi incomprensibile) dell'allenatore bianconero Gigi Delneri sembra davvero molto simile all'idioma iberico, più di quanto dimostri Benitez. Battute a parte tra il tecnico friulano di Aquileia, e l'allenatore madrileno dell'Inter, sin da subito sè inevitabilmente creato un dualismo dovuto, oltre al fatto di allenare i rivali della Juventus e dell'Inter, anche alle tante voci di mercato che nel periodo del dopo-Ferrara, con il traghettatore Zaccheroni, continuavano a dare l'ex Liverpool ad un passo dalla panchina della "Vecchia Signora". Che delusione per i supporters juventini, quando invece è arrivata la certezza della virata su Delneri, con Benitez invece sedutosi proprio sulla panca dei nemici storici. Delusione durata pochissimo, e lentamente trasformatasi in approvazione e addirittura esaltazione per un tecnico che a poco a poco ha conquistato davvero tutti, con il lavoro, con il fare gruppo e anche, diciamolo pure con quel pizzico di simpatia, che non guasta. Impossibile non apprezzare anche la sua signorilità e il modo sempre pacato e misurato di farsi sentire, anche quando la "fortuna" arbitrale, non ha spesso sorriso alla sua squadra. Il paragone con quello che sta accadendo sulla sponda nerazzurra è inevitabile e sotto gli occhi di tutti, con trofei conquistati sopratutto grazie alle vittorie dello scorso anno e con polemiche a non finire, dovuto ad un asse Dirigenza-Staff tecnico laceratosi irreparabilmente, pratciamente fin da subito. Il popolo bianconero può chiudere quest'anno con una dose immensa di speranza, e con quell'orgoglio per il vedere una squadra grintosa, pronta al sacrificio, che lavora in silenzio e anche molto ma molto Italiana. Per ora coccoliamoci il friulano Delneri con una battuta: e se a Gennaio invece di Friuli contro Spagna, ci trovassimo di fronte ad un Friuli contro Friuli, con l'arrivo di Capello? Al momento teniamoci stretto Delneri, simbolo dell'importanza del lavoro e dello spogliatoio coeso.

Marco Beltrami

Mourinho attacca Benitez: mi aspettavo un grazie, ha vinto 2 trofei con 4 partite


Fonte: Calcio.fanpage.it

In fondo c’era da aspettarselo, anzi per la verità tutti, proprio tutti non vedevano l’ora di leggere i commenti di Josè Mourinho, in relazione alla querelle Moratti-Benitez, dopo la vittoria del Mondiale per Club.

Lo Special One non ha tradito le aspettative e alla sua maniera sottile, ma a dir poco forte ha spiegato il suo punto di vista, impreziosito dalle ormai consuete (ne saranno felici i tifosi del Real Madrid), dimostrazioni di affetto per i colori nerazzurri: “"Non voglio sapere se e quando Benitez verrà allontanato. Mi interessa l'Inter, il mio amico presidente, i miei amici giocatori e i tifosi che in due anni mi hanno dato tutto. Voglio che vincano dovunque tranne in Champions dove c'è il Real. Chiunque sia il tecnico - ha detto Mourinho, come riportato da 'La Gazzetta dello Sport' -. Il successo a Dubai mi ha regalato una gioia infinita, come la musica del nostro inno. Ed è un orgoglio indescrivibile esser stato l'allenatore di questa squadra, di questi giocatori che, al 99 per cento, sono gli stessi che hanno cominciato la strada verso il Mondiale. Le parole di Rafa? Quel che ha detto non merita commenti. Mi aspettavo almeno un "grazie" per il successo che gli ho regalato. Chiedete agli interisti che cosa pensano di me e di lui. Tornare all'Inter? Non posso dire che non tornerò mai. Ma non posso neanche dire che non andrò in un'altra squadra: sono un professionista. Solo una cosa: l'Inter sarebbe sempre davanti. Ma spero che l'Inter non abbia mai bisogno di me: vuol dire che avrebbe imboccato la strada sbagliata".

Come se non bastasse poi l’uomo di Setubal, ha concluso raccontando il suo arrivo all’Inter, paragonandolo a quello di Benitez: "Difficile arrivare dopo di me? Anche arrivare dopo Mancini non era facile. Non mi sono mai preoccupato di come allenava, pensava, giocava Roberto. Eppure arrivavo ad Appiano e lo vedevo, o meglio vedevo la sua foto, a destra della porta del mio ufficio. E andando verso il parcheggio c'era la gigantografia della pagina della Gazzetta che celebrava la sua prima coppa.. Benitez aveva la possibilità di vincere tre tornei con quattro partite. Una situazione che tutti gli allenatori del mondo vorrebbero. Invece, vista da lontano, sembra che quest'Inter stia vivendo un periodo problematico. Spero possa finire con il successo e, da domani, l'Inter torni quella dell'anno scorso, senza pressioni".

Marco Beltrami

sabato 27 novembre 2010

Benitez, Inter: autogol a valanga per il successore di Mourinho



"Sono arrivato in Italia per lavorare, rispetto tutti, ma se continuamente, per una settimana, quindici, venti giorni o un mese si va avanti parlando sempre delle stesse cose, allora vi rispondo che noi abbiamo la giusta esperienza e sappiamo quello che stiamo facendo perchè sono tanti anni che lo facciamo. Sui giornali leggo sempre degli infortunati dell'Inter, degli altri si scrive invece molto poco". Forse qualcuno dovrebbe dire che Rafael Benitez, allena l'Inter, la squadra che l'hanno scorso ha vinto tutto, e che ha una storia prestigiosa: sicuramente sui giornali, si parlerà più dell'infermeria dei nerazzurri che di quella del Cesena. Poi forse lo spagnolo ha la memoria corta, visto che in casa Juventus, sono ormai 3 le stagioni, nelle quali non si riesce a capire il perchè degli infortuni infiniti. Diciamoci la verità sembra un po' alla frutta l'ex manager del Liverpool, che ha anche affermato di aver trovato una squadra spremuta in crisi : forse dovrebbe chiedere al popolo nerazzurro, se avessero preferito vincere meno lo scorso anno, al trovare giocatori freschi come rose in questa stagione. La realtà è un'altra, Benitez viene dalla Premier League, dove esiste il ruolo di manager non di allenatore: quindi colui che dirige la panchina dei club, gestisce anche acquisti e cessioni. E allora, perchè una volta arrivato a Milano, non è stato capace di capire che c'era bisogno di nuovi innesti? Domande davvero senza risposta....

Marco Beltrami

lunedì 22 novembre 2010

Inter, cronaca di una crisi annunciata



Troppo furbo Josè Mourinho, troppo scaltro per non capire che dopo aver toccato il cielo con un dito, sarebbe iniziata la discesa, forse più lenta del previsto ma inevitabile. Per raggiungere il prestigioso "Triplete" il buon Mou, aveva prosciugato tutte le energie fisiche e mentali dei suoi alfieri. Ecco perchè ha salutato tutti e se n'è andato da vincitore, magari nella speranza di portarsi qualcuno dei suoi fedelissimi, giusto per ampliare la rosa del suo Real. E forse era il caso di lasciarli andare, Maicon, Milito e puntare sui giovani, acquistare calciatori nuovi con "fame di vittorie" proprio dagli introiti legati ai 2 addii (ora i contratti degli stessi sono onerosissimi), e non cedere proprio Balotelli. Ecco allora che improvvisamente si "rompono" quasi tutti, che iniziano i malumori, e che si addossano tutte le colpe a Benitez. Proprio lui così diverso dal suo più illustre predecessore, condannato a distinguersi da quel Mou, a cambiare schema e uomini per dimostrare di non vivere di rendita, mentre gli strali del portoghese arrivavano da Madrid. Diciamoci la verità la dirigenza nerazzurra forse qualche responabilità deve prendersela, e non addossare tutto sul "povero" Rafael, che come ha scritto qualcuno, forse è stato ingaggiato, perchè serviva "un capro espiatorio prestigoso".

Marco Beltrami

sabato 6 novembre 2010

Bale, Benitez ammette: una Volvo contro una Ferrari


"Se guido una Volvo contro una Ferrari in rettilineo perdo. La Volvo è una buona macchina, perché è il nostro sponsor, ma la Ferrari corre di più. Non è una questione di aiuti da parte degli esterni. Coutinho e Biabiany hanno lavorato tanto per migliorare in difesa e sono contento di loro, ma hanno sempre una mentalità offensiva".

Queste le parole di Benitez a proposito di Gareth Bale e delle sue sgroppate,che hanno umiliato l'Inter. W la sincerità, verrebbe da dire, ma dove è finita quella consapevolezza dei propri mezzi nerazzurra? E' volata a Madrid con Mourinho? Sinceramente è abbastanza avvilente, scoprire che la formazione che ha trionfato nella scorsa stagione, non abbia i mezzi e i giocatori per bloccare, quello che sicuramente è un fenomeno, ma resta comunque umano.

Probabilmente il patron Moratti ha capito tutto, ecco perchè alla sua maniera ha voluto far capire all'allenatore spagnolo, che così non può andare, sopratutto in vista del futuro: sembra così lontana l'arroganza spocchiosa ma giustificata e vincente dello Special One.

Marco Beltrami

mercoledì 3 novembre 2010

Gareth Bale, Benitez forse l'unico a non conoscerlo?


Ormai è il calciatore del momento: Gareth Bale, 21 anni stella indiscussa del Tottenham, già da 5 anni nel giro della nazionale gallese, capace con le sue sgroppate, con la sua velocità, con la sua lucidità, e con la sua potenza di incantare tutti.

Persino i tifosi nerazzurri nella triste serata del White Hart Lane, culminata nel 3 a 1 rifilato all'Inter dal Tottenham, hanno dovuto necessariamente osannare la prestazione del talentuoso cursore di fascia. Dopo l'aver dato a Bale quel che è di Bale, una domanda sorge spontanea: ma questo giocatore è sbucato dal nulla ieri sera, come un improvviso fiore nel deserto, oppure già lo si conosceva un pochino? Forse i 3 gol segnati a Milano, qualche cosa volevano dire? Forse l'interesse di mezza Europa sul buon Gareth (basti pensare alla Juventus, che ha provato a prenderlo rifilando Iaquinta più contanti a Redknapp)erano sintomo di qualcosina? Insomma Benitez non ci ha fatto proprio caso, o forse si è fidato troppo di quel Maicon, già ridicolizzato all'andata, e che sicuramente pur nel suo essere forse uno dei numeri 1 al mondo si trova molto più a suo agio in fase di spinta che in quella difensiva. Fatto sta che probabilmente si poteva e si doveva fare di più per bloccare quello stantuffo che ha demolito gli avversari, magari studiando una soluzione adeguata.

Sicuramente però l'Inter non appare quella di Mou, probabilmente attento a certe sfumature, e che molte volte non si è preoccupato eccessivamente del gioco, ma del risultato e degli avversari, e ben sappiamo come è andata a finire.

Marco Beltrami

lunedì 11 ottobre 2010

Sissoko, Juventus, Benitez vuole il centrocampista maliano all'Inter già a Gennaio


Fonte: Calcio.fanpage.it

La notizia arriva direttamente dalla Germania, sopratutto alla luce dell'interesse nei confronti del giocatore palesato da società come il Wolfsburg e lo Schalke 04: Momo Sissoko sarebbe ad un passo dall'Inter.

Una notizia clamorosa, che trova il suo fondamento nella stima espressa per il giocatore maliano da parte nientemeno che di Rafa Benitez, attuale allenatore nerazzurro, e suo "scopritore" a Valencia. Addiritttura si palesano anche le cifre dell'affare, vicine ai 10 milioni di Euro, che farebbero molto comodo alle casse della Juventus. Il 25enne centrocampista non rientra nei piani di Delneri, perciò l'ipotesi di passare agli "odiati"rivali, non sarebbe nemmeno da considerare come un eventuale rinforzo.

Attenzione però perchè potrebbe anche concretizzarsi uno scambio tra le due società con la Juve pronta magari a richiedere giocatori piuttosto che liquidi.

Marco Beltrami

mercoledì 22 settembre 2010

Inter, Chivu avverte Benitez: giocare da terzino non è il massimo


Fonte: Calcio.fanpage.it

Non c'è due senza tre, e così in casa Inter, dopo la "polemica" di Eto'o (che ha inizio stagione chiese di giocare più vicino alla porta avversaria), dopo il caso Milito (a secco di gol e in polemica con la panchina) ecco che sorge anche una "querelle" Chivu.

Il difensore rumeno, non appare assolutamente soddisfatto del posizionamento in campo previsto per lui da Rafa Benitez, che lo vuole terzino sinistro, mentre lui predilige giocare centrale, ruolo ricoperto anche in Nazionale. "Sono un giocatore duttile? Non so, ultimamente gioco solo sulla fascia sinistra - spiega sia pure con il sorriso il difensore - E' un ruolo che copro per le esigenze della squadra, ma non mi rende felice farlo...Però mi piace giocare, ho la stima dei compagni e questo mi dà più soddisfazioni dei voti o delle critiche che ricevo, quello di terzino sinistro non è il mio ruolo e in molti se lo scordano. In Nazionale infatti gioco come difensore centrale, la mia posizione...".

Insomma non proprio il modo migliore per festeggiare le cento partite in nerazzurro, anche se nel frattempo il messaggio è stato lanciato.

Marco Beltrami

martedì 21 settembre 2010

Inter, Milito: il procuratore attacca Benitez: non è come Mourinho


Fonte: Calcio.fanpage.it

Altro che una condizione fisica non esaltante, o le conseguenze di un Mondiale "deludente", il problema di Diego Milito secondo il suo procuratore Fernando Hidalgo ha un nome preciso, quello di Rafa Benitez.

Anche l'agente del "Principe" si unisce alla lunga lista dei nostalgici di Josè Mourinho capace nella scorsa stagione di saper tirar fuori il meglio dal centravanti argentino. Completamente opposto all'atteggiamento dello Special One, è il modo di gestire Milito del nuovo allenatore dell'Inter che sta davvero rischiando di "rovinare" il bomber. "Diego non è tranquillo ma essendo un professionista sa che certi pe­riodi possono capitare. Vuole uscirne in fretta, anche se non sente intorno a sé la fiducia della passata stagione. E uno come Milito ha bisogno di avvertire l’ap­poggio dell’allenatore per dare il massimo - ha detto l'agente, come riporta il 'Corriere dello Sport' -. Lo scor­so anno ha reso al massimo per­ché sentiva che il tecnico credeva ciecamente in lui. Mourinho lo hafatto sentire indispensabile, il mi­gliore del mondo. Adesso con Be­nitez questa cosa non succede. Si sente sempre sotto esame e le so­stituzioni subite lo testimoniano. Quando qualcuno deve uscire, tocca sempre a lui. Psicologicamente Mourinho lo proteggeva, lo faceva sentire più al sicuro e gli trasmetteva maggiore tranquilli­tà".

I tifosi nerazzurri si godono Eto'o intanto, ma sperano di ritrovare i gol dell'argentino che potrebbero regalare quest'anno un veo e proprio record di marcature.

Marco Beltrami

domenica 19 settembre 2010

Inter, Benitez risponde alle accuse di Ferguson


Fonte: Calco.fanpage.it

Il triangolo delle polemiche Manchester (sponda United), Liverpool e Inter, continua a regalare botta e risposta che fanno la fortuna dei quotidiani sportivi.

Dopo l'attacco di Sir Alex Ferguson, nei confronti di Benitez in vista di Manchester United - Liverpool, match che li ha visti "scontrarsi" sulle panchine innumerevoli stagioni, ecco che arriva piccata la risposta dell'attuale tecnico nerazzurro. Il manager dei Red Devils, aveva attribuito all'ex Reds, il buco economico clamoroso, che ha trascinato il Liverpool sull'orlo del fallimento, dimostrando la sproporzione tra le spese e i successi ottenuti dalla gestione Benitez. A questo punto il "buon" Rafa, ha controbattuto: " Sono sinceramente sorpreso che un allenatore esperto e importante come lui abbia detto queste cose e abbia parlato tanto di me, che oramai sono in Italia da tre mesi. Posso solo aggiungere che i tifosi del Liverpool conoscono la storia e la verità. E sanno che è facile emettere sentenze se sei al potere da 25 anni...".


Accuse velate, ma pesanti che lasciano suggestioni sulla presunta "influenza"dell'allenatore scozzese, sul calcio d'oltremanica, e che sicuramente accenderanno altre dichiarazioni bollenti.

Marco Beltrami

martedì 14 settembre 2010

Inter, Mourinho difende Lippi e attacca Benitez: ha tolto le mie foto? Non è un allenatore intelligente


Fonte: Calcio.fanpage.it

Sulle colonne del quotidiano francese "France football", Josè Mourinho non perde l'occasione per parlare dell'Inter e per lanciare le solite frecciatine al suo successore Benitez.

Intervistato a proposito dei provvedimenti adottatti dallo spagnolo al momento el suo insediamento lo Special One ha dichiarato: "Benitez ha tolto la mia foto da Appiano Gentile? Lui può fare quello che vuole, ma penso che dovrebbe avere l'intelligenza di approfittare del lavoro di colui che l'ha preceduto invece di voler cambiare tutto". E per avvalorare la sua tesi il portoghese fa riferimento ad un altro super allenatore: "Io ho sempre fatto così ogni volta che sono arrivato in un nuovo club - continua - ed è quello che ha fatto Pep Guardiola al Barca quando ha preso il posto di Rijkaard. Per me, questo significa essere un allenatore intelligente".

Mentre dunque continua ad attaccare l'ex del Liverpool Mou, "difende" Lippi e Domenech, sulla loro pessima esperienza all'ultimo mondiale sudafricano afferma: "Per mia esperienza, so quanto sia difficile cambiare una squadra dopo aver vinto. La Francia era stata campione del mondo nel 1998, campione d'Europa nel 2000, finalista del mondiale che l'Italia ha vinto nel 2006. Per Raymond Domenech e Marcello Lippi era senza dubbio difficile voltare pagina e separarsi da certi giocatori. Ma avrebbero dovuto farlo".

Marco Beltrami

venerdì 10 settembre 2010

Inter, Benitez non ci sta: Milan favorito? Anche a Istanbul lo era dopo il primo tempo


Fonte: Calcio.fanpage.it

Benitez alla Mourinho: non ci sta il tecnico spagnolo, è stanco di continuare a sentir parlare del Milan, dei suoi colpi di mercato e del suo attacco stellare. E allora con una "stilettata" degna delle perle del suo predecessore, affonda il colpo per la gioia dei tifosi nerazzurri.

L'ex manager del Liverpool, non contesta il parere della stampa che sembra valutare i rossoneri attualmente più in palla dei cugini interisti, ma alla sua maniera spiega che i pronostici esistono anche per essere sovvertiti: “Anche a Istanbul il Milan era favorito dopo il primo tempo – ha ironizzato il tecnico spagnolo – ma poi nella ripresa è cambiato qualcosa. Loro sono forti, ma noi abbiamo tanto carattere e non abbiamo paura”. Parole al veleno quelle del buon Rafa, che girano il coltello in quella piaga mai sanatasi per i tifosi del Milan, rappresentata dalla finale di Champions del 2005, quando i rossoneri dopo i primi 45 minuti in vantaggio di 3 reti, riuscirono a farsi rimontare e battere ai rigori, dalla squadra proprio del tecnico spagnolo.

Finalmente dunque si riaccende la sfida, preannuciando un derby della "Madonnina", acceso come non mai.

Marco Beltrami

mercoledì 1 settembre 2010

Inter, Branca: Fabregas e Schweinsteiger non erano in vendita, Kuyt e Mascherano troppo costosi


Fonte: Calcio.fanpage.it

L'Inter è stata indubbiamente la grande assente di questo, appena conclusosi, calciomercato estivo. Tutti fino all'ultimo respiro hanno atteso il colpo a sorpresa, ad effetto della dirigenza nerazzurra (un po'come è successo in casa Milan) che però non è arrivato suscitando qualche malumore tra le fila del popolo interista.

Ecco perchè dunque, il giorno dopo, è Marco Branca, Direttore Tecnico nerazzurro a spiegare le linee guida di quello che è stato il mercato, o meglio il non mercato nerazzurro, che comunque ha provato a "rinforzare" la squadra con degli acquisti super. Al "Corriere dello Sport", l'ex attaccante dell'Inter ha spiegato: "I giocatori che avrebbero potuto davvero rinforzare la squadra non erano in vendita. Fabregas e Schweinsteiger, tan­to per fare due esempi, non si potevano comprare e ci siamo comportati di conse­guenza. Ventidue milioni cash per Maschera­no, un ottimo giocatore, ma un centro­campista difensivo, erano troppi. Idem per Kuyt, un trentenne valutato dal Liver­pool 16 milioni più alcuni bonus. Visto che 12 mesi fa abbiamo pagato Sneijder 15 milioni... Anche Benitez concorderà che a certe cifre non si potevano acquistare. Abbiamo fatto delle proposte, ma non so­no state accettate. Ci sentiamo ancora i più forti. Ora però sta a noi dimostrarlo giorno dopo giorno, con umiltà e carattere sia in alle­namento che durante le partite".

Parole chiarissime, che però non sembrano soddisfare appieno il popolo interista, abbastanza preoccupato dallo stato di forma di alcuni giocatori reduci comunqe da una stagione trionfale, ma interminabile e dai recenti risultati non brillantissimi.

Marco Beltrami

sabato 28 agosto 2010

Inter – Atletico madrid 0 a 2, Supercoppa Europea: il video degli highlights


Fonte: Calcio.fanpage.it

Continua la maledizione della Supercoppa Europea per la squadra vincente della ChampionsLeague: dal 2004 a vincere il trofeo è sempre la squadra sfavorita, ossia quella che ha vinto l’Europa League.

E così anche ieri sera si è imposta l’Atletico Madrid, la squadra che sul campo ha dimostrato di cercare maggiormente la vittoria con grinta e buone trame di gioco, impreziosite dalle prestazioni ottime delle sue stelle da Reyes, autore della prima rete ad Aguero, già pronto a riscattarsi dopo la scorsa deludente stagione. Una brutta Inter, lenta, involuta che è apparsa sulle gambe, dato più preoccupante quest’ultimo. Molti i giocatori nerazzurri, sembrati un po’ in affanno, complice forse una preparazione, fortemente impostata sul fondo e sull’ateltica da Benitez, piuttosto che con il pallone come il predecessore Mourinho.



I tifosi dell’Inter comunque possono stare tranquilli, sicuramente ua serata storta può capitare, e ieri non è andato nulla nel verso giusto, basti pensare al rigore sbagliato da Milito; certo un peccato non aver conquistato quel trofeo mancante nella prestigiosa bacheca nerazzurra, che sarebbe stato il 5° stagionale, ma adesso bisogna pensare al match di Lunedì contro il Bologna e poi al Mondiale per club.

Marco Beltrami