mercoledì 13 ottobre 2010

Italia - Serbia sospesa, Massimo Mauro no ha dubbi: la partita si doveva giocare


Fonte: Calcio.fanpage.it

Una voce fuori dal coro, un parere assolutamente contrastante con l'opinione della netta maggioranza degli addetti ai lavori e di gran parte dell'opinione pubblica: questo il giudizio pronunciato dall'opinionista ed ex calciatore Massimo Mauro dopo gli incidenti di Italia-Serbia.

Secondo Mauro, in questa maniera i facinorosi avrebbero ottenuto quel che volevano, e cioè la sconfitta della propria Nazionale: "Non dovevamo arrenderci, la partita doveva essere giocata - scrive l'opinionista su 'Repubblica' - Non aver fatto svolgere un evento sportivo perchè un centinaio di pazzi esaltati non voleva, mi è sembrato un messaggio assurdo. Non abbiamo visto allo stadio scene di violenza particolari, in Italia abbiamo assistito a spettacoli peggiori. Per me la partita doveva essere giocata...".Per dare maggiore enfasi alla sua causa, l'ex partenopeo cita anche un precedente tutto italiano avvenuto qualche anno fa: "Il fatto di Genova - continua Mauro - mi ha ricordato quel derby Roma-Lazio dove poche decine di tifosi, che credevano fosse morto un bambino in seguito a scontri con la polizia, fecero interrompere la partita con la minaccia di incidenti. L'emotività non dovrebbe prendere la mano di chi deve assumere decisioni importanti: Italia-Serbia andava giocata, e non per il risultato ma perchè, almeno nello sport, dobbiamo difendere il valore che le regole vanno sempre rispettate e fatte rispettare. Non abbassiamo la guardia di fronte ai teppisti, non giocare è stata la loro vittoria e la sconfitta di quei quarantamila tifosi genovesi che ho visto tristemente andare via dallo stadio".

Forse Mauro dovrebbe capire che questi pseudo tifosi protagonisti degli scontri di Italia-Serbia erano disposti a tutto pur di far saltare questo match, e forse quindi in questa maniera non si è messa ulteriormente in pericolo la vita di nessuno, scongiurando quella tendenza tutta italiana, che vuole che si prendano provvedimenti solo dopo che è accaduta una tragedia.

Marco Beltrami

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