martedì 22 marzo 2011

Juventus, Trezeguet ricorda i bei tempi: se perdevamo o pareggiavamo stavamo male per giorni


Fonte: Calcio.fanpage.it

Le parole pronunciate da David Trezeguet durante una lunga intervista per stadiogoal.it a firma di Hervé Bricca, non possono che acuire il senso di nostalgia e delusione per una Juventus che fu, e che rischia seriamente di non riproporsi mai più.

Il bomber attualmente in forza all'Hercules, non può fare a meno di dichiarare e motivare il suo amore per i bianconeri: "Della Juve sarò sempre innamorato, mi ha insegnato a vincere e fatto diventare un calciatore completo. Arrivai consigliato da Zidane, Platini e Deschamps - spiega il transalpino - C'era Ancelotti, giocavo con gente avevo ammirato in tv. Un sogno. Poi Lippi, un idolo dei tifosi, ci trasmise la mentalità e la voglia di vincere e vincemmo uno scudetto tanto sudato quanto bello. Al pari dell'ultimo che ho vinto con Capello. Fantastico. Quanti scudetti ho vinto? Quattro, con pieno merito sul campo. E con i giocatori che c'erano quell'anno si sarebbe vinto ancora tanto, compresa la Champions, la vittoria che mi è più mancata".

Una Juventus nemmeno minimamente avvicinabile a quella odierna, diciamo così ridimensionata, anche e sopratutto nella mentalità: "Se pareggiavamo una gara stavamo male per giorni. Se andavamo fuori dalla Champions League era una tragedia: vedevo compagni di squadra che non mangiavano per una settimana. Io sono arrivato giovane, ho apprezzato subito questo ambiente. La Juve è fatta per vincere. La maglia bianconera ha un peso diverso dalle altre: chi è fragile non la può indossare. I discorsi che si fanno ora, il quarto posto in Serie A, mi vien da ridere: alla Juve o eri primo o non contava niente".

Marco Beltrami

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